Fitopatologie

Mosca del sedano (Liriomyza trifolii)

Identificazione dei sintomi

L'insetto è piccolo dittero appartenente alla famiglia Agromydae, notevolmemte polifago e segnalato su ben 122 differenti specie di piante. Attacca diverse piante ornamentali, svariate piante ortive tra le quali cipolla, porro, sedano, bietole, peperone, cocomero, melone, lattuga, Phaseolus spp., pisello, patata, spinacio, Vigna sp., nonché cotone, medica e numerose altre specie coltivate e spontanee.

I Danni consistono nella formazione di mine, che se presenti in numero considerevole finiscono per interessare gran parte del lembo fogliare e dei piccoli con conseguente riduzione dell'attività fotosintetica, disseccamenti fogliari e talora morte delle giovani piante. Le colture con foglie minate subiscono un notevole deprezzamento commerciale e non possono essere esportati. Le perforazioni operate con l'ovopositore da parte delle femmine causano lesioni, disseccamenti e favoriscono l'insediamento di infezioni di natura fungina. Oltre ai danni diretti il dittero è in grado di trasmettere il virus del "mosaico del sedano" ("Celery mosaic virus").

Descrizione dei danni arrecati

Il danno principale è dovuto alle larve che forano le foglie; è particolarmente grave sulle piante piccole in vivaio o appena trapiantate, che possono morire. Le piante più vecchie tollerano meglio gli attacchi di questo roditore. Ciò nonostante, se l 'infestazione è forte, la capacità di fotosintesi viene ridotta, comportando così il rallentamento dello sviluppo dei fiori e dei frutti. Sulle piante ornamentali, i danni possono essere dovuti tanto alle larve che alle femmine adulte con le loro punture fatte per deporre le uova; molti paesi non accettano, per l'importazione, piante o fiori recisi che portano anche solo una minatrice. In America del Nord questa Mosca minatrice è notamente nociva al Crisantemo o al Sedano; in Francia ed in Olanda attacca soprattutto il Pomodoro, mentre in Italia è sulla Gerbera che è particolarmente nociva.

Lotta

Trattandosi di una specie estremamente pericolosa è opportuno vigilare sullo stato fitosanitario delle piante in modo da intervenire prontamente sulle prime infestazioni. Nelle colture protette possono trovare utile impiego trappole attrattive costitutite da pannelli gialli cosparsi di materiale colloso che attirano e catturano gli adulti.

Chimicamente la lotta può essere realizzata attraverso l'impiego di principi attivi in grado di devitalizzare le larve neonate all'interno delle loro mine. Tra quelli maggiormente validi sono da segnalare: CIROMAZINA e BENSULTAP

Descrizione fisica

  • Adulto: di taglia ridotta da 1,3 a 2,3 mm di lunghezza. Testa gialle, torace e addome nero grigiastro, zampe e scutello giallo brillante. Il maschio è più piccolo della femmina.
  • Uovo: 0,2 x 0,1 mm, color crema, all'inizio traslucido. È leggermente introdotto sotto l'epidermide della foglia.
  • Larva: alla nascita, è incolore e misura 0,5 mm di lungheza. Al suo completo sviluppo, essa raggiunge 3 mm di lunghezza, ed è allora color giallo brillante.

Ciclo biologico

L'insetto si evolve con un numero svariato di generazioni all'anno in funzione delle condizioni ambientali. Gli adulti vivono mediamente 15-30 giorni e si alimento dal nettare dei fiori e della linfa che fuoriesce dalle lesioni prodotte sulle foglie dalle femmine mediante l'ovopositore. Queste ferite, circondate da tessuti che schiariscono ed infine necrotizzano, sono più grandi rispetto a quelle conseguenti alle deposizione delle uova. L'accopiamento avviene dopo solo 24 ore dallo sfarfallamento degli adulti. Le uova vengono deposte entro i tessuti del parenchima fogliare o del picciolo in numero variabile in funzione della temperatura e della pianta ospite: da 25° sul sedano a 15°C ad oltre 600 nel crisantemo a 30°C. Il periodo di incubazione dura 2-5 giorni, secondo la temperatura. Lo sviluppo larvale è di 4-7 giorni in presenza di temperature medie superiori ai 24°C, mentre al di sopra dei 30°C si verifica una notevole mortalità. Raggiunta la maturità le larve si impupano in genere all'esterno delle mine, sulle foglie o alla superficie del suolo. In rare circostanze le pupe possono formarsi anche all'interno delle mine, ma gli adulti non sempre riescono ad uscire all'esterno e, dopo aver tentato invano di aprirsi una via d'uscita, si esauriscono e muoiono. Su cipolla e medica l'impupamento avviene all'interno dell'ultimo tratto della mina. Gli adulti compaiono in genere dopo 1-2 settimane, con temperature fra i 20-30°C.

Ciclo biologico

La durata del ciclo pre immaginario è veriabile a seconda della temperatura e della pianta ospitante. La fase larvale del ciclo è molto breve a temperature ottimali: 4 giorni a 30°C, e da 7 a 8 giorni a 20°C. tra la muta ninfale e la muta immaginale, passano più o meno da 1 a 2 settimane (a 30 e 20°C, rispettivamente). Gli adulti possono vivere dai 15 ai 30 giorni, le femmine hanno una longevità più lunga rispetto a quella dei maschi. Lo sviluppo si ferma con temperature inferiori a 7,5 o 12,9°C, a seconda dello stadio e della pianta ospitante; la temperatura ottimale è vicina ai 25°C; al di sopra dei 30°C, la mortalità delle larve cresce.

Descrizione biologica

È un insetto molto polifago, segnalato su più di 120 specie di piante. Attacca numerosi ortaggi: il Sedano, il Pomodoro, il Peperone, il Melone, la Cipolla, il Porro, la Barbabietola, la Patata, il Pisello, così come varie piante ornamentali, soprattutto in serra, ed in particolare la Gerbera. La larva vive scavando le foglie e passa tre stadi larvali. Una volta giunta alla fine dello sviluppo, fugge e si inpupa, generalmente nel suolo; in caso di attacco particolarmente forte, la pupa può restare sulla foglia all'entrata della galleria. Gli adulti si nutrono del nettare dei fiori e dei liquidi che sgorgano dalle lesioni che le femmine producono sulle foglie con il loro ovopositore.