Fitopatologie

Eriofide del melo (Aculus schlechtendali)

Identificazione dei sintomi

È un Acaro Eriofide, frequente nel Nord Italia; gli adulti sono piccoli acari di colore giallo-ocraceo. Questi acari attaccano sia le foglie che i germogli, raramente i frutti. Generalmente vivono in colonie tra i peli fogliari della pagina inferiore delle foglie. Il sintomo più evidente si manifesta sulle foglie, in piena estate, con perdita della lucentezza e ripiegamenti ai margini e alterazioni cromatiche tendenti ad una tonalità bronzea. I frutti, se attaccati, possono manifestare una leggera rugginosità.

Descrizione dei danni arrecati

Quando le popolazioni sono importanti, lo strato inferiore delle foglie diventa marrone.

Descrizione fisica

  • Uova: da 0,045 a 0,050 mm di diametro, 0,030 mm di altezza; chiaro poi translucido.
  • Protoninfa: da 0,068 a 0,104 mm di lunghezza, bianco, scudo dorsale molto granuloso.
  • Ninfocrisalide: da bianco ad arancio marrone. Translucido, cuticola brillante.
  • Deutoninfa: arancio marrone molto chiaro, da 0,104 a 0,124 mm, scudo granuloso.
  • Imagocrisalide: più grande e più scura della ninfocrisalide.
  • Adulto: arancio bruno, i più grandi sono più scuri; il maschio misura da 0,142 a 0,151 mm ed la protogina da 0,166 a 0,181mm. Lo scudo delle deutoninfe femmine non è granuloso, quello delle femmine protoninfe lo è, ma meno di quello delle larve.

Ciclo biologico

Supera l'inverno allo stadio di adulto sotto la scorza delle piante ospiti. In primavera compie alcune generazioni, da 3 a 5.
Le uova sono deposte sulle parti verdi dei frutti e sui germogli vegetativi. Cominciano a schiudersi in maggio e danno vita ad una generazione di protoninfe e maschi, maturi alla fine del mese di maggio. Le popolazioni crescono molto lentamente durante il mese di maggio, poi più rapidamente quando si alza la temperatura, per raggiungere un picco di più di 500 individui per foglia alla fine del mese di agosto. In maggio, le deutoninfe muoino e dopo molte settimane, le popolazioni comprendono solo protoninfe; solo alla fine del mese di giugno, le deutoninfe riappaiono ed il loro numero aumenta fino alla fine della stagione. Durata del ciclo= 39 giorni a 10°C; 16 giorni a 16°C, 10 giorni a 22°C.

Descrizione biologica

Piate ospitanti: Pero e Melo. Dopo il loro periodo di ibernazione, gli Acari migrano verso i germogli a fiori. Si nutrono inizialmente a spese delle scaglie e della sommità delle giovani foglie ancora piegate, poi colonizzano i piccioli, gli steli dei fiori, ed i sepali. I germogli vegetativi sono invasi da quando cominciano ad ingrandirsi, nel momento in cui le scaglie cominciano ad aprirsi. In seguito, gli Acari si sviluppano preferibilmente sullo strato inferiore delle foglie, ma nel momento in cui gli effettivi sono più numerosi possiamo trovarli anche sullo strato superiore delle foglie. La fecondità totale delle protoninfe è di 67 a 102 uova, deposte in più giorni; quella delle deutoninfe è di 27 a 47 uova. Le deutoninfe invernano da luglio a settembre seguendo lo stato delle foglie. Quando invernano sui germogli di un anno, sono in prossimità dei germogli vegetativi che saranno poi tutti invasi. Quand'essi invernano sulla corteccia degli speroni sono più lontani dai germogli a fiori che comunque saranno invasi più tardi.

FATTORI DI RISCHIO

  • Zone notoriamente soggette a forti attacchi.
  • Andamento meteorologico caldo in primavera.
  • Materiale vivaistico generalmente mostra spesso un'alta presenza di eriofidi.
  • Successione di interventi con prodotti che danneggiano i Fitoseidi.

MISURE AGRONOMICHE

  • Utilizzare fitosanitari rispettosi degli insetti antagonisti.
  • Come misura preventiva è possibile trasferire dall'esterno getti con un'elevata presen­za di insetti acaro-predatori.

CONTROLLO E SOGLIA DI INTERVENTO

  • A partire da metà maggio si dovrebbero effettuare controlli visivi sulle foglie. Per fare ciò si necessita di una lente con ingrandimento minimo di 15x. Gli eriofidi fanno la loro comparsa iniziale, secondo le nostre osservazioni, nelle aiuole e nelle file di bordo.
  • Al ritrovamento di individui non solo sulla pagina inferiore delle foglie, ma anche su quella superiore, la soglia di intervento si considera superata.
  • Un attacco tardivo (da agosto) può essere tollerato.

DIFESA DIRETTA

  • È necessario attuare una difesa chimica solo al raggiungimento della soglia di inter­vento.

form. comm. (es.)

s.a.

dose

carenza (gg)

/hl

max/ha

Vertimec EC

abamectina

50 ml

1,5 l

28

Envidor 240 SC

spirodiclofen

25-30 ml

0,6 l

14


  • Poiché i prodotti a base di abamectina (es. Vertimec EC) sono fotosensibili, la loro distribuzione dovrebbe avvenire nelle prime ore del mattino o in serata. Inoltre consi­gliamo di aggiungere a questi prodotti il bagnante Break-Thru 5240. Indipendente­mente dal volume, il dosaggio massimo di Break Thru 5240 è di 200 ml/ha.
  • Per evitare la comparsa di fenomeni di resistenza consigliamo, accanto ai prodotti con abamectina, anche Envidor 240 SC. Per la completa degradazione del prodotto de­vono trascorrere 90 giorni tra il trattamento e la raccolta. Perciò non utilizzare su Gala.
  • Lo zolfo ha un effetto collaterale sugli erofidi. In pre-fioritura si distribuiscono 300 g/hl ed in post-fioritura 200 g/hl di zolfo bagnabile. Anche il dosaggio di Thiopron è di 300 ml/hl in pre-fioritura e di 200 ml/hl in post-fioritura. L'efficacia dei prodotti a base di zolfo è ottimale a partire da temperature superiori ai 15 °C. Non miscelare zolfo e olii paraffinici. Red Delicious, Braeburn, Granny Smith e Winesap sono sensibili allo zolfo, ma dalle nostre osservazioni si evince che queste 4 varietà tollerano da 1 a 2 trattamenti con zolfo — ma non in miscela con prodotti a base di captano. Winesap è intollerante a Thiopron. Non impiegare il prodotto su que­sta varietà. Nei primi giorni dopo il trattamento le temperature non dovrebbero supe­rare i 25 °C (ascoltare attentamente le previsioni meteorologiche).
  • Affirm ha una buona attività collaterale contro gli eriofidi.
  • Se in post-fioritura si distribuisce Movento 48 SC contro l'afide lanigero, l'intervento è sufficiente, nella maggior parte dei casi, anche contro gli eriofidi.
Fonte: beratungsring.org