Fitopatologie

Sesia del melo (Synanthedon myopaeformis)

Descrizione fisica

  • Adulto: da 20 a 28 mm di apertura alare, forma gracile, e slanciata. Torace e addome blu nero scuro, con una banda trasversale rossa sul 1° segmento. Ali sprovviste di scaglie, quelle antriori strette, ialine, leggrmente grigio fumo sui bordi: quelle posteriori molto più corte, triangolari, a nervatura molto apparente a cerchi neri.
  • Larva: 25 mm, bianco grigiastra, testa e placcha toracica scure.

Identificazione dei sintomi

Attacca sia il melo che le rosacee. Gli adulti sono farfalle di 20-25 mm di apertura alare; le ali sono quasi trasparenti ricoperte di squame con margini bordati di colore scuro. Il corpo è di colore nerastro con un vistoso anello color arancione posto in regione addominale. Le larve, lunghe circa 15-23 mm, sono giallastre e danno il capo ed il primo segmento toracico color ocra-rossiccio; sono xilofaghe ed aggrediscono piante già compromesse; tuttavia possono aggredire anche il callo d'innesto e la zona del colletto. In ogni caso le larve scavano gallerie superficiali. Il danno consiste in disseccamenti e deperimenti depressivi.

Descrizione dei danni arrecati

I danni arrecati sono raramente importanti poiché il bruco non può svulupparsi se non in presenza di alberi in via di depereminto nei quali la linfa circola male.

Ciclo biologico

La Sesia sverna allo stadio larvale dentro alle gallerie delle piante attaccate. Il ciclo si compie in un anno o in due anni a seconda degli ambienti. Gli adulti sfarfallano, dopo aver compiuto uno o due inverni allo stadio larvale, dal mese di maggio al mese di agosto. Le femmine depongono le uova nelle lesioni del tronco o dei rami. Le larve neonate, alla fine dell'estate, iniziano a scavare gallerie superficiali, via via sempre più profonde. Nel secondo anno possono. - sfarfallare nell'estate; - continuare l'attività allo stadio di larva, nelle gallerie per sfarfallare il terzo anno solare (ciclo biennale).

Descrizione biologica

  • Piante ospitanti: le Rosacee arbustive e notamente il Melo, il Pero, il Melocotogno, il Sorbo (Sorbus) ed il Biancospino (Crataegus).
  • Larva: si localizza nel tronco ed ivi scava delle gallerie sotto corticali profonde circa 20/25 mm intaccando lo strato libroso.

Fattori di rischio

  • A rischio sono soprattutto le piante innestate su portinnesto a debole vigorìa con molte radici aeree.
  • La sesia colpisce di preferenza le ferite di vecchi meli.

MISURE AGRONOMICHE

  • Utilizzare portinnesti con superficie liscia e senza radici aeree.
  • Evitare di danneggiare il portinnesto durante le lavorazioni o le attività di cura del terreno.
  • Stimolare la presenza degli antagonisti naturali, quali ad es. uccelli insettivori (picchio).

CONTROLLO E SOGLIA DI INTERVENTO

  • Eseguire controlli visivi nei punti colpiti sul portinnesto.
  • Controllare il volo degli adulti con trappole a feromoni.

DIFESA DIRETTA

  • Con le trappole attrattive (esche) si può catturare una buona parte di esemplari. Tale pratica si può attuare miscelando 1 litro di aceto + 1 litro di succo di mela + 100 g di zucchero + 8 litri di acqua.
  • Riempire a metà piccoli secchi con pareti alte e sistemarli lungo le file a partire da giugno. In un ettaro è sufficiente la presenza di 5 - 10 trappole. Di tanto in tanto eli­minare con un colino gli insetti catturati.
  • È possibile trattare il portinnesto fino al punto d'innesto con un prodotto a base di clorpirifos (es. 70 g/hl di Dursban 75 WG) o con un prodotto contenente fosmet (es. 175 g/hl di Spada WDG) in miscela con 11/h1 di olio estivo. Il momento migliore per intervenire è il picco massimo di volo (generalmente verso metà luglio). A causa del ciclo biennale dell'insetto è possibile che si renda necessario trattare anche in due annate successive. Attenzione: intervenire solo sul portinnesto fino al punto d'innesto per evitare di pro­vocare ustioni fogliari e la presenza di residui sulle mele. Questo trattamento è effica­ce soltanto contro le larve non ancora penetrate all'interno del legno.
  • Eliminare i punti di attacco e spalmare con un prodotto che facilita la guarigione delle ferite.
Fonte: beratungsring.org