Fitopatologie

Maggiolino (Melolontha melolontha)

Identificazione dei sintomi

È un coleottero estremamente polifago. Gli adulti sono allungati e presentano elitre colore rosso-brunastro e torace scuro (bruno nerastro). Le larve sono biancastre ocracee, tipiche oligopode, vivono nella rizosfera. Il danno è provocato: - dagli adulti (forti defogliazioni perché si nutrono delle foglie); - dalle larve che si nutrono delle radici.

Descrizione dei danni arrecati

Gli adulti consumatori di foglie, non sono nocivi chè occasionalmente nei frutteti di Ciliegio o di Pruno. In cambio, le larve distruggono gli organi sotterranei delle piante ed i danni sono massimali nel corso dell' anno che segue la deposizione. La presenza di larve si manifesta nelle praterie tramite un arrossamento di grandi zone dove l'erba si strappa a placche. I tubercoli della Patata e le radici della Rapa sono rosicchiate in numerosi punti. Per la Barbabietola, l'attacco comincia sulle radici secondarie per proseguire poi sul fittone; i tessuti lesi possono favorire lo sviluppo di malattie da batterio crittogamici. Le radici degli alberi da frutto o da foresta sono scortecciate. Le giovani piantagioni della Vite possono essesre annientate.

Descrizione fisica

  • Adulto: da 25 a 30 mm. Testa scura, pronotum ricoperto da peli e chiuso, le elitre bruno rossastre hanno ciascuna 4 lati longitudinali. L'addome è nero, pygidium allungato ed appiattito. Antenne più lunghe nel maschio, rispetto alla femmina. Gli ultimi articoli costiuiti da lamelle sono più sviluppati nel maschio.
  • Larva: chiamata "verme bianco". Corpo biancastro, ricurvato come un arco, estremità dell'addome nerastre. Testa grossa, munita di forti mandibole, zampe toraciche gialle, allungate, gracili e pelose. Il verme bianco misura in autunno da 10 a 20 mm dopo la sua nascita quindi; da 30 a 35 nell'autunno successivo, e raggiunge il massimo dello sviluppo nella primavera del suo terzo anno di vita, da 40 a 46 mm.

Ciclo biologico

E' un insetto con ciclo poliennale, in cui gli adulti sfarfallano in primavera (a maggio). Dopo poco tempo si ha l'accoppiamento e le uova vengono deposte nel terreno a circa 20 cm di profondità. Alla fine del primo anno, all'avvicinarsi dell'inverno, le larve si approfondiscono nel terreno e svernano; nella primavera successiva riprendono l'attività, trascorrendo tutto il 2° anno allo stadio larvale. Nella primavera del terzo anno le larve possono: - riprendere l'attività - impuparsi. Il Maggiolino completa il suo ciclo biologico in 3 o 4 anni solari (quindi 2-3 anni effettivi).

Descrizione biologica

I Maggiolini adulti sono consumatori di foglie di alberi da foresta e da frutta, notamente le Querce (Quercus), i Faggi (Fagus), gli Aceri (Acer), i Marroni (Aesculus), il Nocciolo, il Pruno. Le larve sono molto polifaghe; si attaccano alle radici di numerose colture: cereali, Barbabietola, Patata, Graminacee da prateria, alberi da frutto o da foresta. - Adulti: appaiono in aprile maggio, volano isolatamente, soprattutto la sera al crepuscolo, poi effettuano una migrazione verso un luogo fecondo: foresta o alberi isolati (volo pre - alimentare). Dopo essersi alimetate per 10 o 15 giorni, le femmine acquisita la loro maturità sessuale, effettuano il volo per la deposizione verso i prati ed i campi seguendo una traiettoria diversa da quella del volo pre - alimentare. Ogni femmina depone circa 20 uova in un solo terreno ad una profondità di 10 o 15 cm. Molte femmine dopo aver deposto le uova muoino, ma 1/3 di esse tornano ad alimentarsi deponendo una seconda volta; alcune di loro effettuano una terza deposizione. - Uova: sviluppo embrionale da 4 a 6 settimane. - Larva: sin dalla nascita, fine giugno correnti di luglio, le gioveni larve cominciano a rosicchiare le radici secondarie. Effettuano dei movimenti orizzontali, guadagnando 30 cm al giorno. Con l'arrivo dei primi freddi essa si nasconde nel suolo, invernando qui. Il secondo anno, rimonta sulla superficie a partire dalla metà di aprile e ricomincia ad alimentarsi. In questo periodo è molto vorace. In ottobrecomincia il secondo periodo di invernazione in profondità. Il terzo anno, il verme bianco riprende la sua attività alimentare nei pressi della superficie fino al mese di luglio, periodo in cui, sprofonda nel suolo e passa allo stadio di ninfosi. Gli adulti si formano in agosto e restano inattivi fino alla primavera successiva. - Ninfa: nella sua loggetta, ad una profondità di 30 - 40 cm.

FATTORI DI RISCHIO

  • Frutteti situati in zone notoriamente soggette ad attacchi.
  • Terreni leggeri e sabbiosi.
  • Elevate temperature durante il voto dell'insetto.
  • Assenza di vento durante il volo.

MISURE AGRONOMICHE

  • La sistemazione di reti sul terreno è la miglior misura per evitare la deposizione delle uova nel terreno e di conseguenza la presenza massiccia di larve. Le reti dovrebbero essere sistemate prima dell'inizio del volo e dovrebbero permanere nel meleto fino alla fine del volo di ritorno.
  • Se sono presenti reti antigrandine si dovrebbe provvedere a dispiegarle prima dell'ini­zio del volo. È importante chiudere anche le parti laterali. Questa misura è sufficiente ad evitare danni da rosura durante il periodo di maturazione e a limitare l'ovoposizio­ne. Bisogna fare attenzione alla possibilità che la consistente formazione di ghiaccio durante le notti rigide danneggi le reti antigrandine.
  • La fresatura delle corsie di transito allo sgusciamento delle larve nell'anno di volo (fine o  giugno/inizio luglio) può ridurre considerevolmente il grado di attacco (fino all' 80%).

CONTROLLO E SOGLIA DI INTERVENTO

  • Se nei frutteti in produzione si trovano più di due larve/pianta è possibile che si osser­vino depressioni dello sviluppo causate dall'attività trofica dell'insetto.
  • Per avere un quadro sulla densità di popolazione delle larve si dovrebbero scavare, in ogni ettaro di superficie coltivata, otto buche delle dimensioni di 50 x 50 x 20/50 cm (terreni pesanti circa 20 cm, terreni leggeri, sabbiosi fino a 50 cm di profondità).
  • Eventuali depressioni dello sviluppo delle piante possono essere indizio della presenza di larve di maggiolino.

DIFESA DIRETTA

  • Se nonostante tutte le misure si dovesse riscontrare la presenza di maggiolini nel mele­to, è possibile impiegare Epik (da 111 g/hl — con volume di 18 hl/ha — fino a 133 g/hl). Il dosaggio massimo /ha è di 2,0 kg.
  • Se in fioritura si distribuisce Calypso Klartan 20 EW o in post-fioritura Dursban 75 WG, si può sfruttare la loro attività collaterale contro il maggiolino.

Fonte: beratungsring.org