Fitopatologie

Psilla del pero (Psylla pyri (Cacopsylla p.))

Identificazione dei sintomi

Gli adulti sono piccoli insetti, lunghi circa 2,5-3 mm, di colore ocra, nocciola o brunastro (a seconda dello stadio) con ali trasparenti e posizionate a tetto spiovente sul corpo. Le neanidi sono poco mobili ed hanno un aspetto completamente diverso dagli adulti. Esse hanno forma appiattita, di colore giallo-arancio e presentano due tipiche espansioni laterali. Questi insetti colonizzano i germogli, le foglie, i giovani rami; i frutti vengono colpiti piuttosto raramente. Il danno è sia diretto (dovuto alle punture di nutrizione che provocano deformazioni e successivamente piccole necrosi localizzate sui germogli e su giovani foglie) che indiretto (asfissia causata da abbondante melata). La Psilla è vettore di una grande malattia (la Moria del Pero).

Descrizione dei danni arrecati

Grazie alle loro punture, larve ed adulti assorbono una grande quantità di linfa, e ciò si traduce in un indebolimento dell'albero ed una diminuzione della raccolta. La melata provoca delle bruciature sul fogliame e sviluppa la fumaggine. Gli attacchi gravi comportano la caduta parziale delle foglie nella corrente del mese d'agosto. Le popolazioni sono a volte sterminate grazie all'azione di Cimici predatrici molto attive in assenza di trattamenti.

Lotta

La lotta contro la Psilla segue i criteri di lotta guidata ed integrata. Le soglie di pericolosità vengono valutate con campionamenti eseguiti sui frutti. Tiene conto sia della presenza del fitofago che di quella dei sui antagonisti (Rincoti, Antocoridi ed altri). Le soglie di intervento sono: - fino alla metà di giugno: trattare con presenza rilevata; - dalla metà di giugno: trattare con presenza rilevata o valutando, il rapporto fra il numero di getti infestati da Psilla e il numero di getti con presenza di Antocoridi, il rapporto deve essere pari a 5:1. Al superamento di detta soglia si deve trattare. La tecnica di lotta prevede: - in primavera estate con presenza di uova si può intervenire con prodotti chitino- inibitori. A questi prodotti può essere aggiunto Olio bianco; - al superamento della soglia, ed in presenza di melata, si può intervenire con Anitraz; - in caso di basse infestazioni è sufficiente un buon lavaggio che favorisce l'azione disidratante del sole e l'azione predatrice degli Antocoridi e degli altri ausiliari. Contro la Psilla è inoltre attivo l'insetticida naturale Abamectina e può anche essere utilizzato il Piretro naturale. Tra i nemici naturali della Psilla ricordiamo: - Rincoti Antocoridi: - genere Anthocoris: Anthocoris nemoralis e A. nemorum; - genere Orius: predatori di neanidi; - Ditteri Sirfidi e Cecidomi; - Neurotteri; - Prionomitus mitratus Imenottero parassitoide.

Descrizione fisica

  • Adulto: somiglia ad una piccola Cicala dalle ali traslucide. La forma invernale è di colore scuro, misura da 2,7 a 3,0 mm di lunghezza e porta strette bande scure trasversali sull'addome. La forma estiva è più piccola e di colore più chiaro. Al momento dello spostamento ed in caso di numero eccessivo, gli adulti emettono un brusio percettibile.
  • Uova: oblungo, 0,3 x 0,1 mm. Presentano un filalmento su una delle estremità. Bianco dopo la deposizione, diventa gialla chiaro poi arancio. Quando stanno per schiudersi, gli occhi della futura formano 2 macchie rossastre laterali.

Ciclo biologico

Supera l'inverno allo stadio di adulto in diversi ricoveri del frutteto. Le uova vengono deposte negli anfratti della scorza, sui rametti o sotto le gemme; da queste uova nascono le larve di prima generazione a cui possono seguire altre generazioni: - una seconda generazione, tra fine maggio e giugno; - una terza generazione, tra fine giugno e luglio; - una quarta generazione, in piena estate (agosto). - in alcuni ambienti si può avere una quinta generazione a fine estate-inizi autunno (settembre). In condizioni particolari si può arrivare anche a 6-7 generazioni all'anno. Le generazioni estive, spesso, si sovrappongono. Infine si ricordino le Psille congeneri: la Psilla pyricola e la Psilla pyrisuga che hanno caratteristiche biologiche e di dannosità simili a quelle di Psylla pyri.

Ciclo biologico

Da 4 a 6 generazioni annuali a seconda delle regioni e delle condizioni della coltura. L'ultima generazione appare in settembre- ottobre. Gli insetti della prima generazione e della seconda sono generalmente poco numerosi; quelli della terza e della quarta pullulano arrecando danni importanti. Alla fine della stagione, autunno, la popolazione si disperde sull'insieme del fogliame.

Descrizione biologica

  • Piante ospitanti: il Pero, più raramente il Melo ed eccezionalmente il Cotogno.
  • Adulto: inverna nei frutteti, sugli alberi o su altri supporti. Riprende la sua attività in gennaio, si alimenta e si accoppia. Capace di saltare, si muove soprattutto volando. La femmina depone le sue uova a gruppi da 6 a 10, principalmente alla base dei germogli e lungo le fenditure. Le femmine delle generazioni seguenti depongono sugli organi verdi, poi, sui peduncoli floreali, sui piccioli, o sulla superficie delle foglie.
  • Fecondità da 400 a 600 uova.
  • Uova: lo sviluppo embrionale dura dai 6 ai 25 giorni a seconda della temperatura.
  • Larva: 5 stadi di sviluppo. La giovane larva della prima generazione si introduce all'interno dei bottoni dai quali su alimenta. Più tardi dopo i due ultimi stadi, si fissa sul calice. La giovane larva delle generazioni ulteriori, si tiene sullo strato inferiore delle giovani foglie in una gocciolina di melata. Dopo la terza muta si fissa alla base del picciolo, sui giovani rami oosui peduncoli dei frutti, sempre ricoperta da un'abbondante mielata. Alla fine dell'ultima muta si installa sulle foglie.