Fitopatologie

Tignoletta della vite (Lobesia botrana)

Identificazione dei sintomi

Le larve di prima età sono lunghe 9-10 mm, di colore ocra-nocciola e capo scuro. L'adulo (farfalla) raggiunge i 10-12 mm di apertura alare, e di colore grigio variegato e di giallo-brunastro e di azzurro; la livrea è intensamente marmorizzata. Il danno è determinato allo stadio larvale; le larve della prima generazione (antofaga) attaccano i grappolini fiorali, nutrendosi dei bottoni fiorali costruendo anche dei nidi sericei nella parte interna del grappolo. Le larve di seconda generazione (carpofaga) sono più pericolose perché si nutrono degli acini entrandovi e svuotandoli; gli acini avvizziscono e imbruniscono. In alcune regioni settentrionali si hanno solo due generazioni ma in genere la Lobesia compie anche una terza generazione, a fine estate e agevola l'instaurarsi della Botrite.

Descrizione dei danni arrecati

I danni possono essere importanti: i bruchi rosicchiano i grani quasi maturi, e diverse muffe, in particoare la Botrytis, si sviluppano molto rapidamente nelle ferita. I grani attaccati scuriscono dal lato ferito e marciscono. La presenza di larve e di grani marci deprezza al qualità dell'uva da tavola; le muffe rendono la vinificazione difficile e si può giungere ad anticipare la vendemmia.

Lotta

La lotta consiste nell'applicare le tecniche di lotta guidata, nell'utilizzo di trappole sessuali e uso di tecniche di campionamento. Il campionamento si esegue controllando i grappoli (100 ogni ettaro di vigneto), scelti casualmente, in tre epoche prestabilite: - fioritura (per la prima generazione); - dalla mignolatura alla prechiusura del grappolo (per la seconda generazione); - dall'invaiatura a metà settembre (per la terza generazione). Le soglie d' intervento sono rispettivamente: - 35-50% di grappoli infestati per la prima generazione; - 5% di grappoli infestati da larve o uova per la seconda generazione; - 5% di grappoli infestati per la terza generazione.

USO DI TRAPPOLE SESSUALI Queste vanno installate (una o due per ettaro o per azienda) ad inizio aprile; la soglia di intervento è di 15-20 maschi catturati per trappola per settimana. Si può trattare 10-12 giorni dopo le prime catture con prodotti chimici quali: - Tetraclorvinfos; - Azinfos-metile; - Metomil; - Fosalone; - Metil-paration microincapsulato. La lotta si può effettuare anche con prodotti biotecnologici (formulati biologici a base di Bacillus Thuringiensis). All'inizio dei voli possono essere applicati dei prodotti chitino-inibitori: - composto M.A.C. Tebufenozide; - Esaflumuron; - Flufenoxurol. Sono in sperimentazione dei preparati a base di virus e funghi e tecniche di confusione sessuale; tra gli entomofagi si annoverano alcuni imenotteri parassitoidi, ditteri tachinidi e i crisopidi.

Descrizione fisica

  • Adulto: da 18 a 20 mm di apertura alare. Antenne lunghe e sottili. Ali anteriori grigio perla con piccole zone bruno rossastre con 3 bande leggermente oblique, una alla base, una al centro dell'ala allargata nel centro ed una apicale molto scura bordata da una zona più chiara. Le ali posteriori grigiastre, hanno una zona marginale più scura, e sono bordate da setole grigie.
  • Uova: circolari, del diametro di 0,6/0,7 mm, leggermente convesse, verdi biancastre a riflessi iridi.
  • Larva: da 8 a 9 mm, stretta, verde giallastra o verde grigiastra, tetsta e placca toracica giallo brunastra. Questo bruco è molto agile e si sposta rapidamente. Quando è disturbati si lascia cadere al suolo sospendendosi grazie ad un filo di seta.
  • Crisalide: in un bozzolo setoso, all'interno di un grappolo, nel ripiegamento di foglie secche, sotto la corteccia o sotto altri nascondigli.

Ciclo biologico

La Tignoletta della Vite supera l'inverno allo stadio di crisalide fra gli anfratti della corteccia della pianta. I primi adulti compaiono da aprile a maggio, subito dopo si ha l'accoppiamento e la deposizione delle uova, da queste nasce la generazione antofaga. La loro attività dura circa tre settimane poi si incrisalidano nel grappolo originando a metà giugno-luglio gli adulti di secondo volo che ovidepongono dando origine alla generazione carpofaga, queste dopo la loro attività sugli acini possono originare le crisalidi svernanti (terza generazione) con sfarfallamento degli adulti da agosto a settembre.

Ciclo biologico

2, 3 ed a volte 4 generazioni annuali a seconda dei paesi e in periodi caldi. Le farfalle appaiono dopo la fine di aprile fino alla fine di maggio a seconda delle regioni, generalmete quando la Vite ha 3 o 4 foglie. L'uscita è scaglionata ed il volo si prolunga per 2/3 settimane. Il bruco termina il suo sviluppo al momento della fioritura, poi si crisalida. Il 2° volo ha luogo con le correnti di giugno - luglio. I bruchi, quelli più precoci si crisalidano ed il 3° volo si produce nella metà di agosto ed alla fine di settembre.

Descrizione biologica

  • Pianta ospitante: la Vite ma anche L'erba corsa (Daphne gnidium), piante selvatiche molto comuni nel centro della Francia e che sembrano essere qui la pianta ospitante originaria insieme all'Edera, al Ligustro, al Ribes, al Ribes a grappoli.
  • Adulto: attivo la notte, la farfalla può effettuare dei voli di molte centinaia di metri alla ricerca di luoghi freschi. I voli hanno luogo quando la temperatura è almeno pari a 14°C ed inferiore ai 31°C vive dai 10 ai 12 gg. L'accoppiamento si svolge con l'arrivo della notte, e la deposizione comincia da 2 a 3 gg più tardi. Le uova della prima generazione sono deposte sul bottone floreale, a volte sulle brattee, sui rametti, o sulle foglie, quelle delle generazioni ulteriori sui grani.
  • Fecondità dalle 40 alle 60 uova.
  • Uova: la durata dello sviluppo è di 6/9 gg per la prima generazione; da 4 a 6 per le generazioni successive a condizione che la tempertura sia elevata.
  • Larva: quella della prima generazione ha uno stadio in movimento per qualche ora. Dopo essersi introdotta in 2 o 3 bottoni floreali, tesse qualche filo perfora il bottonr floreale e vi penetra dentro. Si introduce a volte nel peduncolo dei grappoli provocandone il disseccamento. Il bruco è attivo e tesse un bozzolo relativamente voluminoso ma diffigcile da staccare. I bruchi della generazione successiva si muovono solo per pochi minuti e si sviluppano a spese dei grani; ne raggruppano alcuni con l'aiuto di fili di seta poi li mordicchiano o penetrano all'interno di questi.
  • Ninfa: durta dello sviluppo da 10 a 14 gg, l'invernazione ha luogo nella crisalide posta sotto la corteccia o nelle fessure dei picchietti.