Fitopatologie

Falena brumale o cheimatobia (Operophtera brumata)

Identificazione dei sintomi

E' una farfalla a spiccato dimorfismo sessuale: la femmina è attera (le ali sono ridotte e atrofiche) di colore scuro, con corpo rivestito da una peluria bianco-grigiastra; il maschio è alato con ali anteriori di colore nocciola-ocraceo, presenta anche delle strisce scure trasversali. Questa Falena è un insetto molto polifago ed è dannoso allo stadio larvale perché le larve sono defogliatrici. Il danno si manifesta sulle foglie con caratteristiche erosioni ai lembi fogliari. Inoltre le larve attaccano anche le strutture fiorali, i frutti e le gemme.

Descrizione dei danni arrecati

Possiamo osservare gravi danni durante tutta la durata della crescita vegetativa. I danni sono considerevoli quando l'attacco è forte.

Lotta

La lotta segue i criteri della lotta guidata e integrata, prevede un campionamento in pre e post-fioritura con una soglia del 5% degli organi infestati (soglia indicativa). Gli interventi si effettuano con prodotti quali l'Entofenprox, Acefate e Diazinone. Inoltre, per la lotta a questa farfalla è possibile attuare degli accorgimenti di tipo fisico-meccanici. Infatti si tiene sempre conto di due elementi : - la generazione che depone le uova si forma nel terreno; - le femmine, attere, camminano sul tronco per andare a deporre le uova. La lotta consiste nell'applicazione di fasce adesive da mettere attorno ai trinchi, ad altezza di uomo, per catturare le femmine che salgono i tronchi per ovideporre.

Descrizione fisica

  • Adulto: corpo lungo da 8 a 10 mm, dimorfismo sessuale molto accentuato. Maschio: da 20 a 25 mm di apertura alare, bruno grigio tenue. Femmina: ali atrofizzate, incapace di volare, ma si muove comunque con agilità essendo fornita di 3 paia di lunghe zampe.
  • Uova: verde chiaro poi rosa salmone.
  • Larva: da 25 a 30 mm, molto spessa. Testa verde. Corpo verde giallastro con una linea dorsale mediana bruna bordata di bande biancastre.

Ciclo biologico

Sverna allo stadio di uovo sui tronchi e negli anfratti della scorza o in prossimità delle gemme. Nella primavera successiva, generalmentre nel mese di marzo, da queste uova origina la generaziuone larvaleche produce i danni desritti. Le larve raggiungono la maturità all'inizio dell'estate, nel mese di giugno; esse si lasciano cadere per terra dove si interrano e si impupano per sfarfallare in autunno. Questo insetto compie una sola generazione all'anno.

Ciclo biologico

  • 1 generazione l'anno. L'apparizione degli adulti fatta scattare dalle pioggie autunnali, avviene da ottobre a dicembre; viene fermata dal freddo. Dalla loro uscita, le femmine scivolano lungo il tronco e delle grosse branchie. Ha luogo l'accoppiamento; esse depongono sui ramoscelli, nelle anfrattuosità della corteccia o nell'ascella dei germogli. Le uova, deposte isolatamente o in pacchetti di 2 o 3, entrano in diapausa, e si schiudono da metà marzo a metà aprile. I giovani bruchi divorano i germogli, poi allo stadio successivo, i fiori e le foglie. Gli L5 possono ugualmente attaccare i giovani frutti nei quali essi scavano profonde cavità. Il bruco si lascia cadere al suolo alla fine di maggio e vi si infossa a 5 o 10mm, per passare allo stadio di ninfosi in una cavità terrosa. La ninfa resta in diapausa tutta l'estate, a volte fino a 17 mesi; in seguito divenuta farfalla esce dal suolo in autunno.

Descrizione biologica

  • Le piante ospitanti sono l'Albicocco, il Ciliegio, il Melo, il Pruno, il Castagneto, il Cotogno e molte altri alberi da foresta.
  • Le pullulazioni sono favorite in presenza di estati piovose e di autunni dolci e umidi.
  • Gli adulti sopportano i freddi di - 15°C ma non sono attivi se non vi è una temperatura superiore a 0°C, la temperature ottimale si situa tra i 5 e gli 11°C.
  • La longevità delle femmine varia dai 2 ai 31 giorni con temperature costanti che oscillano dai 0 ai 27°C.
  • La fecondità è variabile, in media vengono deposte 120 uova.
  • Larva: durata dello sviluppo 40 giorni, 5 stadi.