Fitopatologie

Tignola dell'olivo (Prays oleae)

Identificazione dei sintomi

la tignola dell'olivo è una farfalla avente ali frangiate, unna livrea grigio-argento con macchiettature nerastre e una lunghezza di 13-15 mm di apertura alare. Le larve mature sono color nocciola chiaro con bande longitudinali verdastre dorsalmente e giallognole ventralmente e misurano circa 8 mm di lunghezza. I danni si manifestano sui fiori, frutti e foglie e sono causati dall'attività trofica delle larve: - le larve di prima generazione (antofaghe) attaccano i fiori; - le larve di seconda generazione (carpofaghe) attaccano i frutti; - le larve di terza generazione (fillofaghe) attaccano le foglie. Si ricordi inoltre la Margaronia (Palpita unionalis, lepidottero Piraustide) che, in genere, attacca le foglie e i germogli legandoli con fili sericei e i frutti scavando gallerie al loro interno.

Descrizione dei danni arrecati

L'importanza economica dei danni dipende non solamente dagli effettivi roditori presenti, ma anche dalla generazione in questione. La generazione fillofaga, non è mai nociva, il danno è presente solo su uno strato fogliare minimo. La generazione antofaga è invece molto dannosa; attacca in effetti gli organi riproduttori e distrugge direttamente o indirettamente (aborto consecutivo al blocco dei fasci floreali tramite dei fili di seta dei bruchi) i futuri frutti. La raccolta può addirittura essere annientata. La generazione cartofaga è ugualmente molto dannosa. I bruchi provocano la caduta prematura delle olive, sia penetrandovi all'interno sia abbandonandole per passare alla ninfosi.

Lotta

la lotta è di tipo chimico ma è possibile controllarlo con antagonisti quali: - Rincoti Antocoridi; - Neurotteri Crisopidi; - Ditteri Sirfidi; - Imenotteri Calcidoidei (es. l'Agenialspis fuscicollis praysincola); - imenotteri Braconidi (es. l'Apanteles xanthostigma); la lotta chimica viene effettuata sulla generazione carpofaga (seconda generazione) trattando con: - Acefate; - Dimetoato; - Formotion; - Carbaril; - Azinofos-metile.

Descrizione fisica

  • Adulto: lunghezza al riposo da 6 a 7 mm per un'apertura alare di 14 mm circa. Le ali anteriori sono grigie a riflessi argentati, disseminate di piccole macchie nere. Le ali posteriori, uniformemente grigie, sono bordate da una frangia di piccole setole. Il corpo e le zampe sono ricoperti di scaglie grigie a riflessi argentati.
  • Uova: appaittite, lenticolari, a contorni più o meno ovali. 0,5 x 0,4 mm, con il corion reticolato. Biancastre alla deposizione, si scuriscono men mano e a misura dello sviluppo dell'embrione: le uova nelle quali qualche embrione è morto tendono ad ingiallirsi.
  • Larva: di tinta verde chiaro, con toni bruni. Al suo completo sviluppo, misura 7 mm di lunghezza su 1,5 mm di larghezza. La ninfa è racchiusa in un bozzolo di seta molle, legato al supporto vegetale da una serie di fili più densi. La crisalide è bruna di forma obconica, con l'estremità anteriore arrotondata, 6 x 2 mm.

Ciclo biologico

l'inverno è trascorso dalle larve fillofaghe nelle foglie, in aprile-maggio si hanno gli sfarfallamenti. Le femmine ovidepongono sui fiori (mediamente un uovo per ogni fiore) e dopo 1-2 settimane fuoriescono le nuove larve che a maturità s'incrisalidano. A maggio-giugno compaiono gli adulti, dalle loro uova fuoriescono le larve della seconda generazione (carpofaghe); raggiunta la maturità nel mese di settembre abbandonano il frutto e s'impupano tra le foglie dando, poi, origine alla terza generazione (fillofaga). La tignola compie tre generazioni all'anno.

Ciclo biologico

Ci sono 3 generazioni annuali; ognuna di esse è infeudata a un organo particolare della pianta ospitante. La 1° generazione vive a spese dei bottoni floreali: generazione detta antofaga, la 2° vive a spese dei frutti: generazione Carpofaga, e la 3° a spese delle foglie, generazione fillofaga. La specie inverna allo stto di bruco che vive minando le foglie (3° generazione). Gli adulti nascono in aprile - maggio, in coincidenza dello stadio D. dei bottoni floreali ( stadio differenziato). Gli adulti della 1° generazione appaiono da maggio a luglio, a seconda dei luoghi. Quelli della 2° generazione nascono dai bruchi che hanno abbandonato l'olivo alla fine di agosto - inizi settembre; essi depongono, da settembre a novembre, sulle foglie, dando vita alla generazione fillofaga.

Descrizione biologica

L'ospitante normale della Tignola dell' olivo è l'Olivo ma anche l'Olivastro (la sua forma selvatica) ed altre Oleacee : la Filaria (Phillyrea), il Ligustro (Ligustrum) ed il Gelsomino (Jasminum). - Adulto: longevità variabile in funzione delle condizioni climatiche: da 15 giorni a 1 mese ed anche più. La femmina depone abitualmente un centinaio di uova, per un effetivo che può raggiungere 250 uova. La deposizione segue l'accoppiamento, il numero di uova deposte ogni giorno aumenta fino al 5° giorno poi decresce. A seconda della generazione, le uova sono deposte sui calici dei bottoni floreali, sui frutti in via di sviluppo o sulle foglie. Lo sviluppo dell'embrione dura 8 gg (5 gg a 25°C). Il bruco a seconda delle generazioni vive sia nei bottono floreali, sia nei fiori attaccato ad un filo di seta, sia nei frutti (a scapito di endocarpio, cotiledone,embrione), sia minando le foglie. Passa 5 stadi larvali. La ninfosi segue dopo 3 settimane o dopo un mese ed in quest'ultimo caso il bruco ha più tempo per minare le foglie (generazione xilofaga, invernante). Quest'ultima cambia foglia ad ogni muta. La ninfosi dura dai 10 ai 15 gg; il bozzolo viene tessuto nel seno di un ammasso di foglie, in una crepatura del tronco, delle branche, nel suolo o in altri rifugi.