Fitopatologie

Tripide del pesco (Thrips meridionalis)

Identificazione dei sintomi

Gli adulti di questo tripide sono piccoli insetti (circa 1,5 mm di lunghezza), di colore scuro con caratteristiche ali strette e frangiate. Il Tripide danneggia i fiori ed i frutti del Pesco, con le punture di nutrizione; con queste punture inietta anche saliva, che provoca parziali deformazioni e lesioni superficiali; queste in seguito necrotizzano. Nei frutti in fase di ingrossamento le alterazioni sono più profonde e possono formarsi ferite cancerose da cui può uscire un cirro di gomma.

Descrizione dei danni arrecati

Tripide delle nettarine. Questo individuo causa danni sul Pesco soprattutto ai nettari: le punture degli adulti e delle larve sui filetti degli stami provocano la colatura dei fiori. Le punture sull'ovario e su giovani frutti comporta al formazione di zone di necrosi che persistono e si allargano man mano che la misura del frutto si sviluppo. Quest'ultimo si screpola, si deforma, o si atrofizza; possiamo osservare sulla cicatrice delle produzioni gommose.

Lotta

La lotta segue i criteri della lotta guidata. Si effettua il campionamento di forme mobili molto piccole e quasi mai localizzate in punti ben precisi e visibili. Il campionamento deve essere effettuato in fioritura e con gli strumenti ottici adeguati. Gli adulti possono essere monitorati mediante l'applicazione di trappole cromotropiche blu (1 ogni 50 mq). Con questo tipo di lotta l'intervento dovrebbe essere seguito a fine fioritura con Acefate, Imidacloprid, Metamidofos, Diazinone, Lambda-cialotrina, ecc. Questi interventi non sono tempestivi e non evitano il danno alle cultivar sensibili. In questi ultimi casi è preferibile fare anche un intervento ai bottoni rosa o in per fioritura. Nel caso che il Tripide si presenti nelle fasi di ingrossamento del frutto, si può intervenire con Fenitrotion micro incapsulato o Diazinone. Tra i nemici naturali del Tripide ricordiamo i Rincoti.

Descrizione fisica

  • Adulto femmina: nero bruno; antenne da 8 segmenti di cui gli ultimi 2 molto piccoli. 2 grandi setole nere agli angoli posteriori del protorace. Un pettine di setole sull'8° tergite addominale. Il maschio è più chiaro della femmina.

Ciclo biologico

Questi Tripidi superano l'inverno tra gli anfratti della scorza allo stadio di femmine adulte fecondate. In primavera, gli adulti svernanti si portano sulle gemme fiorali, penetrano nei fiori e ovidepongono al loro interno, mediante la terebra. Le neanidi cominciano la loro attività trofica pungendo gli organi fiorali di giovani frutticini. Nella primavera estate si susseguono da due a tre generazioni l'ultima delle quali origina le femmine svernanti.

Ciclo biologico

3 generazioni annuali nei paesi mediterranei. Gli adulti sono presenti sui fiori di numerose specie dalla fine di febbraio a settembre, poi invernano nelle lettiere delle foglie morte. Il ciclo di sviluppo completo dura 1 mese. È inferiore alla durata della deposizione delle femmine. Ne risulta che le generazioni sono embricate.

Descrizione biologica

  • Piante ospitanti: le Rosacee fruttifere notamente il Pesco. L'Albicocco. Il Mandorlo, il Pruno. Il Ciliegio il Melo, il Pero.
  • Adulto: la femmina fecondata l'anno precedente e avendo invernato riprende la sua attività molto presto, dalla metà di febbraio nelle regioni mediterranee. Essenzialmente floricola, e inizialmente presente sui fiori del Mandorlo poi succesivamente migra sulle altre Rosacee agli inizi della fioritura. Si nutre pungendo gli organi floreali.
  • Larva: si sviluppa nel fiore pungendo l'ovario ed i giovani frutti per nutrirsi.