Fitopatologie

Corineo o vaiolatura del pesco (Coryneum beijerinckii)

Identificazione dei sintomi

Il Corineo è un fungo che colpisce le foglie, i frutti e i rami. Sulle foglie si manifesta con delle alterazioni cromatiche che si presentano inizialmente puntiformi, di colore rosso-brunastro con alone giallo, poi si estendono sulla lamina fogliare. Successivamente queste aree necrotizzano e disseccano staccandosi dal lembo fogliare e risulta forato. Sui rametti il sintomo è la formazione di tacche depresse, più o meno tondeggianti, di colore brunastro con il centro chiaro.

Queste tacche evolvono in piccole lesioni longitudinali necrotiche che si possono trasformare in lesioni cancerose da cui esce una produzione gommosa. L'estensione di questa necrosi provoca: - disseccamento dei rametti; - un indebolimento della pianta con una maggiore recettività ad altre fitopatie.

Sui frutti la malattia si manifesta con delle tacche tondeggianti, di colore bruno-rossastro, con la parte centrale più chiara. Se lo stadio di sviluppo del frutto è già avanzato, dalla parte centrale della tacca può uscire un essudato gommoso.

Descrizione dei danni arrecati

La lotta contro il Corineo è strettamente legata a quella contro la Bolla del Pesco infatti i due patogeni agiscono nello stesso periodo e hanno le stesse esigenze ambientali. Anche i principi attivi utilizzati sono gli stessi, per tanto i trattamenti sono effettuati con azione bilaterale. Si effettuano quindi: - 1° TRATTAMENTO: eseguito alla caduta delle foglie a fine autunno (novembre); - 2° TRATTAMENTO: eseguito a fine inverno (fine gennaio - febbraio). Sulle drupacee più resistenti, ma anche sul pesco si possono usare prodotti a base di Rame. Un particolare andamento stagionale potrebbe causare infezioni nonostante i trattamenti preventivi effettuati. In questi casi si consiglia di intervenire con Ziram, Tiram, Ditianon o Dodina.In fine è buona pratica culturale effettuare interventi di rimonda eliminando tutti i rami infetti.

Lotta

La lotta contro il Corineo è strettamente legata a quella contro la Bolla del Pesco infatti i due patogeni agiscono nello stesso periodo e hanno le stesse esigenze ambientali. Anche i principi attivi utilizzati sono gli stessi, per tanto i trattamenti sono effettuati con azione bilaterale. Si effettuano quindi: - 1° TRATTAMENTO: eseguito alla caduta delle foglie a fine autunno (novembre); - 2° TRATTAMENTO: eseguito a fine inverno (fine gennaio-febbraio). Sulle drupacee più resistenti, ma anche sul pesco si possono usare prodotti a base di Rame.

Un particolare andamento stagionale potrebbe causare infezioni nonostante i trattamenti preventivi effettuati. In questi casi si consiglia di intervenire con Ziram, Tiram, Ditianon o Dodina anche con piante in vegetazione. In fine è buona pratica culturale effettuare interventi di rimonda eliminando tutti i rami infetti.

Descrizione fisica

Il Corineo è un fungo che colpisce le foglie, i frutti e i rami. Sulle foglie si manifesta con delle alterazioni cromatiche che si presentano inizialmente puntiformi, di colore rosso - brunastro con alone giallo, poi si estendono sulla lamina fogliare. Successivamente queste aree necrotizzano e disseccano staccandosi dal lembo fogliare e risulta forato. Sui rametti il sintomo è la formazione di tacche depresse, più o meno tondeggianti, di colore brunastro con il centro chiaro. Queste tacche evolvono in piccole lesioni longitudinali necrotiche che si possono trasformare in lesioni cancerose da cui esce una produzione gommosa. L'estensione di questa necrosi provoca: - disseccamento dei rametti; - un indebolimento della pianta con una maggiore recettività ad altre fitopatie.

Sui frutti la malattia si manifesta con delle tacche tondeggianti, di colore bruno - rossastro, con la parte centrale più chiara. Se lo stadio di sviluppo del frutto è già avanzato, dalla parte centrale della tacca può uscire un essudato gommoso.

Ciclo biologico

Il Corineo può svernare in due modi: - sotto forma di micelio; - sotto forma di spora agamica (conidio). Le esigenze termo-igrometriche sono le seguenti: - temperature ottimali di 15-16 °C; una temperatura minima di 5-6 °C ed una massima di 25-26 °C; - bagnatura degli organi vegetali per poter iniziare l'infezione. I conidi germinano ed il micelio penetra attivamente nei tessuti vegetali. Con l'avvento dei primi caldi estivi il fungo si blocca. Il Corineo manifesta maggiore virulenza sulle piante indebolite e deperite (parassita secondario).

Descrizione biologica

Il Corineo può svernare in due modi: - sotto forma di micelio; - sotto forma di spora agamica (conidio). Le esigenze termo-igrometriche sono le seguenti: - temperature ottimali di 15 - 16°C; una temperatura minima di 5 - 6°C ed una massima di 25 - 26°C; - bagnatura degli organi vegetali per poter iniziare l'infezione. I conidi germinano ed il micelio penetra attivamente nei tessuti vegetali. Con l'avvento dei primi caldi estivi il fungo si blocca. Il Corineo manifesta maggiore virulenza sulle piante indebolite e deperite (parassita secondario).