Le risorse del PSRN

Le risorse del PSRN
Fonte Articolo: Rivista "Agricommercio"
di Angelo Frascarelli

Parte il Programma di sviluppo rurale
nazionale strategico per l'Italia.
Stanziamento di 2,2 miliardi di euro per gestione del rischio, piano irriguo e biodiversità animale.

Il 20 novembre 2015 è stato approvato dalla Commissio­ne europea il Psrn 2014-2020 (Programma di Sviluppo Rurale Nazionale). È la prima volta che l'Italia dispone di un pro­gramma nazionale sullo sviluppo rurale. Il Psrn si occupa di tre misure: gestione del rischio, investimenti irrigui e biodiversità animale. In realtà i programmi nazionali sono due se si conside­ra la Rete Rurale Nazionale, che esisteva anche nella precedente programmazione. Le precedenti programmazioni (2000-2006 e 2007-2013) non avevano mai consentito la compresenza di Psr regionali e nazionali, ad eccezione della rete rurale nazionale. Il Psrn è una vera novità, visto che l'Italia per la prima volta si è dotata di un programma nazionale per lo sviluppo rurale, superando la frammentazione e la disomogeneità regionale.

LE RISORSE FINANZIARIE

La programmazione 2014-2020 vede la coesistenza di 2 Psrn (nazionali), insieme ai tradizionali 19 Psr regionali e ai 2 Psr delle province Autonome di Trento e Bolzano, per un totale di 23 Psr. I Psrn (nazionali) sono due:

  • "Rete rurale nazionale";
  • "Programma di Sviluppo Rurale Nazionale". La politica di sviluppo rurale in Italia vale 20,85 miliardi di euro in sette anni.

L'Italia ha deciso di destinare 18,6 miliardi di euro all'attuazione dei programmi regionali, 2,14 miliardi alle misure nazionali e 0,1 miliardi di euro alla Rete Rurale Nazionale.

TRE LINEE DI INTERVENTO

L'Italia ha redatto il PSRN con tre linee d'intervento, a cui corrisponde uno specifico finanziamento, suddiviso nel mo­do seguente (fig. 1):

  • gestione del rischio per 1,64 miliardi di euro;
  • investimenti irrigui per 300 milioni;
  • biodiversità animale per 200 milioni.

Complessivamente il Psrn vale il 10,26% della spesa pubbli­ca per lo sviluppo rurale in Italia. Gli interventi del Psrn agi­ranno in sinergia con i PSR regionali, garantendo la coerenza e la complementarietà della strategia e delle misure attivate.


GESTIONE DEL RISCHIO

Nella programmazione precedente, fino al 2014, la gestione del rischio (assicurazioni agevolate e fondi di mutualizzazione) era finanziata dal primo pilastro della Pac (articolo 68); invece nella programmazione 2015-2020 il finanziamento è previsto nel Psrn. Questa scelta è particolarmente importante perché consente di finanziare il programma assicurativo nazionale in agricoltura, con criteri di omogeneità, dando continuità ad un sistema che ha dimostrato un buon funzionamento. La nuova politica del­la gestione del rischio prevede inoltre un'importante novità: il finanziamento dei fondi di mutualizzazione per la stabilizza­zione dei redditi (income stabilization tool - IST), che ingloba anche i rischi di mercato. Un'altra novità riguarda l'obiettivo di stimolare l'utilizzo degli strumenti della gestione del rischio in tutto il territorio nazionale. Oggi infatti il 79% dei valori assicu­rati si concentrano nel Nord Italia, mentre i valori assicurati nel Sud Italia sono molto limitati (fig. 2). In sintesi, per la gestione dei rischi, il PSRN mira a consolidare e ampliare l'assicurazio­ne delle produzioni agricole a nuovi settori e territori, svilup­pando strumenti nuovi come i fondi di mutualizzazione per la stabilizzazione dei redditi aziendali. Il Psrn, quindi, prosegue e rafforza il ruolo di tutela ex ante contro i danni da calamità naturale garantito finora dal Fondo di Solidarietà Nazionale, che resterà parzialmente operativo solo per il risarcimento dei danni ex post. Gli agricoltori sono fortemente invitati alla tutela ex ante, visto che i risarcimenti ex post - seppure teoricamente sono previsti - non hanno disponibilità finanziarie.

INVESTIMENTI IRRIGUI

Un altro tema del Psrn è il Piano irriguo, che sta assumendo una notevole rilevanza a seguito dei frequenti eccessi di piog­gia o scarsità di acqua (siccità) che sta colpendo ripetutamen­te l'agricoltura italiana. La misura sugli investimenti irrigui punta a sostenere la competitività del settore agricolo come misura nazionale di un piano per il finanziamento di inve­stimenti in infrastrutture irrigue che si inserisce nel contesto di applicazione della Direttiva Quadro sulle acque 2000/60 e costituisce il riferimento normativo europeo per la salvaguar­dia e la tutela dei corpi idrici superficiali e sotterranei e per migliorare la qualità delle risorse idriche. La misura prevedrà interventi connessi alle strutture irrigue (misura 4.3) (tab. 2) e non alla bonifica ambientale in senso lato, in quanto tali in­terventi non possono essere posti carico del settore agricolo. La norma nazionale (D.lgs. 152/2006) ha istituito, come uni­tà principale per la gestione dei bacini idrografici, 8 Distret­ti idrografici costituiti, ove necessario, da uno o più bacini idrografici limitrofi piccoli e grandi e dalle rispettive acque sotterranee e costiere, con caratteri idrografici, idrogeologici ed ambientali molto diversificati di rilievo nazionale, interre­gionale e regionale. Alcuni schemi di irrigazione di rilevante dimensione sono a carattere interregionale, e allo stesso modo, le opere di invaso, gli schemi di adduzione principale, e i nodi fondamentali della rete possono essere a servizio di regioni diverse. Pertanto, un approccio strategico a livello nazionale nel contesto dello sviluppo rurale si è reso necessario, accan­to ai programmi di sviluppo rurale regionale, a garanzia di un'efficace ed efficiente tutela delle risorse idriche del paese, assicurando dimensioni idonee ad ottenere sostenibilità am­bientale e funzionalità operativa ed economica.

BIODIVERSITÀ ANIMALE

La misura sulla tutela della biodiversità animale persegue l'o­biettivo della salvaguardia e del miglioramento delle popo­lazioni e razze animali di interesse zootecnico, con l'intento di accrescere la sanità e il benessere degli animali, di ridurre l'impatto ambientale e di migliorare la qualità delle produ­zioni (misura 10.2 e 16.2). Nello specifico, la misura finanzia il programma nazionale per la gestione dei Libri Ge­nealogici e il miglioramento genetico (informazioni, banche dati, controlli utili alla selezione). Questa misura incentiva la riorganizzazione del sistema allevatoriale, che deve rispetta­re il principio di separazione fra le attività di miglioramen­to della biodiversità, poste a carico nazionale, da quelle di consulenza da attivare a livello regionale.

BIODIVERSITÀ ANIMALE

L'obiettivo della strategia nazionale della biodiversità animale è rappresentato in primis dallo sviluppo di nuove azioni per la conservazione della biodiversità animale nelle specie d'interesse zootecnico, attraverso il mantenimento e l'uso sostenibile della variabilità genetica con l'implementazione di azioni innovative che vadano ad affiancarsi agli strumenti tradizionalmente utilizzati in questo ambito (tenuta dei Libri Genealogici e dei Registri Anagrafici).
Contestualmente, si pone l'obiettivo del miglioramento delle performance degli allevamenti italiani basato sull'impiego di strumenti che rappresentano le vere priorità della zootecnia futura.

In particolare, vengono considerati:

  • il miglioramento delle specie e razze allevate in termini di adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici (aumento della resilienza);
  • la riduzione delle emissioni in atmosfera;
  • il miglioramento degli aspetti generali del benessere animale;
  • il miglioramento dell'efficienza produttiva e riproduttiva intesa soprattutto come qualità e sostenibilità delle produzioni;
  • il miglioramento della resistenza naturale degli animali alle patologie e con questo la progressiva riduzione dell'utilizzo di farmaci in allevamento.

Il raggiungimento del miglioramento generale delle performance degli allevamenti italiani dovrà passare attraverso la creazione di un partenariato finalizzato alla raccolta ed alla condivisione di informazioni relative al contesto zootecnico, sottoforma di un sistema "Open Data" (misura 16). La creazione di banche dati "Open Data" offrirà l'opportunità dí accedere ad informazioni messe a sistema e rese fruibili ad aziende, istituti di ricerca, enti, al sistema di consulenza aziendale, ecc., a supporto della sostenibilità economica, ambientale e sociale del settore zootecnico. Delle azioni intraprese nel lungo periodo e pertanto il raggiungimento degli obiettivi previsti. Il Psrn punta inoltre a favorire la cooperazione di tutti i soggetti della filiera, per realizzare un sistema di raccolta dati ispirato ai principi di trasparenza dei risultati e di pubblica utilità dei prodotti. Un intervento nazionale nell'ambito della misura sulla cooperazione risponde alla necessità di superare la frammentazione del sistema e creare un nuovo modello integrato del sistema zootecnico nazionale su precisi ambiti tematici: biodiversità, selezione genetica, sanità e benessere animale, sicurezza alimentare, tracciabilità e impatto ambientale.

Leave a Reply

* Name:
* E-mail: (Not Published)
   Website: (Site url withhttp://)
* Comment: