Il nuovo Regolamento Europeo sui fertilizzanti

Il nuovo Regolamento Europeo sui fertilizzanti
Fonte articolo: Rivista "Fertilizzanti"
di Pier Luigi Graziano

Presentata ufficialmente la proposta della Commissione per il Regolamento che sostituirà l'attuale "2003/2003"

Il 17 marzo scorso ha visto la luce la proposta per il Regolamento europeo che disciplina i fertilizzanti e che sostituirà l'attuale Regolamento n. 2003/2003.
Per chi non fosse al corrente della storia (travagliata) di questa nuova norma comunitaria, sembrerà strano che il comunicato stampa con cui la proposta è stata presentata faccia riferimento essenzialmente al recupero di ri­fiuti per la loro trasformazione in concimi. Dopo le elezioni europee del 2014, i partecipanti al gruppo di lavoro per la messa a punta della bozza del nuovo Regolamento, nella quale erano impegnati dai 2012, appresero con stupore che tale progetto non com­pariva più nel programma della Commissione appe­na insediata. Pare infatti che alcuni stati membri e in particolare uno che notoriamente ha grande peso a Bruxelles, non fossero soddisfatti della struttura normativa in quanto ritenevano che non favorisse abbastanza l'u­tilizzo di una serie di sottoprodotti industriali presenti in abbondanza nei loro paesi. 
Dopo alcuni mesi di "impasse" la Commissione ri­uscì nell'intento di ripescare il progetto, non più come strumento per facilitare il libero mercato ampliato alla maggior parte delle tipologie di fertilizzanti che era il punto di partenza iniziale, ma come parte del pac­chetto che promuove la "economia circolare" e quindi favorire il recupero dei rifiuti come risorsa.

COMMISSIONE EUROPEA - COMUNICATO STAMPA

Economia  circolare: nuovo regolamento
per favorire l'uso di concimi organici e ricavati dai rifiuti
Bruxelles, 17 marzo 2016

La Commissione presenta i primi risultati del pac­chetto sull'economia circolare contenente nuove nor­me in materia di concimi organici e ricavati dai rifiuti nell'UE

Bruxelles, 17 marzo 2016

Il riutilizzo delle materie prime attualmente smaltite come rifiuti è uno dei principi essenziali del pacchet­to sull'economia circolare adottato nel dicembre 2015. Oggi la Commissione propone un regolamento finaliz­zato ad agevolare in maniera significativa l'accesso al mercato unico dell'UE per i concimi organici e ricavati dai rifiuti, instaurando pari condizioni di concorrenza con i tradizionali concimi inorganici. Saranno così create nuove opportunità di mercato per le imprese innovative, riducendo nel contempo la quantità di rifiuti prodotti, il consumo energetico e i danni ambientali.

Jyrki Katainen, Vicepresidente e Commissario respon­sabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "Delle abbondantissime risorse in rifiuti organici, solo una minima quantità è tra­sformata in prodotti fertilizzanti di valore. I nostri agricol­tori utilizzano concimi ottenuti da risorse importate o me­diante processi produttivi ad elevata intensità di energia, benché la nostra industria sia in grado di sfruttare i rifiuti organici trasformandoli in nutrienti riciclati. Il presente regolamento ci aiuterà a trasformare i problemi in oppor­tunità per gli agricoltori e le imprese."

Il regolamento stabilisce una serie di norme comuni per la conversione dei rifiuti organici in materie prime che possano essere impiegate per fabbricare prodotti fertiliz­zanti. Esso definisce prescrizioni in materia di etichetta­tura, sicurezza e qualità che tutti i prodotti fertilizzanti dovranno rispettare per poter essere commercializzati liberamente in tutto il territorio dell'UE. I produttori dovranno dimostrare che i loro prodotti soddisfano tali prescrizioni, unitamente ai valori limite per i contami­nanti organici e microbici e le impurità fisiche, prima di apporre la marcatura CE.
Le nuove norme si applicheranno a tutti i tipi di concimi per garantire i massimi livelli di protezione del suolo. Il regolamento introduce limiti rigorosi per il tenore di cadmio nei concimi fosfatici. I limiti saranno rafforzati e passeranno da 60 mg/kg a 40 mg/kg dopo tre anni e a 20 mg/kg dopo dodici anni, riducendo così i rischi per la salute umana e l'ambiente.
Poiché la produzione e gli scambi transfrontalieri di alcuni prodotti fertilizzanti interessano quantità limitate, la Commissione propone un'armonizzazione facoltativa: in funzione della loro strategia commerciale e del tipo di prodotto, i fabbricanti potranno scegliere di apporre la marcatura CE sul proprio prodotto, chepotrà in tal modo essere commercializzato libermente nel mercato unico secondo norme europee comuni, oppure optare per norme nazionali basate sul riconoscimento reciproco nel mercato unico. Così facendo si garantirà che i principi di sussidiarietà e del miglioramento della regolamenta­ne siano tenuti nella debita considerazione.

Contesto

Il regolamento sui concimi in vigore assicura dal 2003 libera circolazione nel mercato unico soprattutto dei con­cimi inorganici di tipo convenzionale, solitamente estrat­ti da miniere od ottenuti per via chimica. Questi processi consumano notevoli quantità di energia e sono ad alta in­tensità di CO2. I prodotti fertilizzanti innovativi ottenuti a partire da materiali organici non rientrano nell'ambito di applicazione del regolamento sui concimi in vigore. Il loro accesso al mercato unico è soggetto pertanto al ri­conoscimento reciproco tra gli Stati membri ed è spesso ostacolato da norme nazionali divergenti.
Il regolamento sui concimi in vigore non è inoltre in gra­do di rispondere alle sfide ambientali rappresentate dalla contaminazione del suolo, delle acque interne, delle ac­que marine e infine degli alimenti provocata dai concimi. 
Si assiste attualmente ad un rapido incremento della ri­cerca, dell'innovazione e degli investimenti che contri­buiscono all'economia circolare mediante la creazione di posti di lavoro locali e la produzione di materie prime secondarie di valore che diversamente sarebbero smaltite come rifiuti.
Le opportunità di mercato per le imprese che fabbricano prodotti fertilizzanti organici sono significative, Attualmente solo il 5% dei rifiuti organici viene riciclato. Si calcola che, se si riciclassero maggiori quantitativi di rifiuti organici, questi potrebbero sostituire fino al 30% dei concimi inorganici. L'UE importa attualmente circa 6 milioni di tonnellate di fosfati l'anno; fino al 30% di questo quantitativo totale potrebbe invece essere sostituito da plodotti dell'estrazione da fanghi di depurazione, da rifiuti biode­gradabili, da farine di carne e ossa o da letame.

Prossime tappe

Il progetto di regolamento sarà ora trasmesso petr adozione al Parlamento europeo e al Consiglio. Una volta adottato sarà direttamente applicabile senza necessità di recepimento nel diritto nazionale, dopo un periodo transitorio che consentirà alle imprese e alle autorità pubbliche di prepararsi alle nuove norme.


Ecco spiegato il perché la proposta del nuovo Re­
golamento viene presentata in un contesto che può sorprendere chi non conosca i retroscena politici.
Inizialmente il Regolamento avrebbe dovuto so­stituire tutte le leggi nazionali che attualmente disci­plinano concimi organici e organo-minerali, ammen­danti, substrati di coltura, biostimolanti ecc. Tuttavia ben presto emerse che, per molti materiali, trovare un accordo su base comunitaria sarebbe stato pra­ticamente impossibile, pertanto è stato deciso di consentire, almeno per un limitato numero di prodotti particolari, il permanere di norme nazionali.
Il Regolamento disciplina i fertilizzanti di nuova in­troduzione in modo completamente diverso rispetto a quello utilizzato da molte norme nazionali, in parti­colare da quella italiana. A una meticolosa classifica­zione tipo per tipo sono state infatti sostituite poche categorie generali entro le quali dovranno ricadere tutti i formulati e questa è certamente un'innovazione positiva.
Alcuni punti che dovranno essere meglio chiariti e interpretati sono quelli relativi alle "Categorie di Mate­riali Costituenti (CMC)" che in sostanza è l'elenco dei materiali ammessi per la formulazione dei prodotti e quelli relativi agli "Organismi di valutazione della con­formità" che sono in pratica quelle strutture che do­vranno esprimere il parere tecnico sull'ammissibilità di nuove materie prime tra i CMC.
Preoccupazione riveste anche la fattibilità tecnica, nei tempi relativamente brevi previsti per l'entrata in vigore del nuovo Regolamento, nel predisporre le me­todiche ufficiali europee di analisi per i nuovi fertiliz­zanti, che sono soprattutto a base organica e quindi dispongono attualmente soltanto di metodiche na­zionali.
Un pesante balzello che la Commissione ha pa­gato alle lobbies ambientaliste è stato la riduzione del massimo contenuto in cadmio ammesso nei concimi che passa dagli attuali 90 mg kg-1 di cadmio per kg di P2O5 a 60, per poi passare, entro tre anni, a sola­mente 40. Tutto questo nonostante un studio effet­tuato dallo SCHER (Scientific Committee on Health and Environmental Risks) su incarico della Commis­sione abbia concluso, nel novembre 2015, che con­tinuando a utilizzare i concimi fosfatici con l'attuale contenuto in cadmio nei paesi dell'Unione Europea porterebbe tra 100 anni addirittura a una diminuzione di tale elemento nei suoli di ben il 15%!
Qualora i limiti per il cadmio della proposta ve­nissero accettati la disponibilità e i costi delle rocce fosfatiche subirebbero drammatiche variazioni e in sostanza l'Europa diverrebbe ostaggio delle materie prime provenienti dalla Russia ove esistono i soli si­gnificativi giacimenti rispondenti alle restrittive misure che si avrebbe intenzione di adottare.

La bozza del Regolamento e dei suoi allegati è sca­ricabile dal seguente sito della Commissione Europea: http://ec.europa.eu/DocsRoom/documents/15949

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