REACH / CLP / ADR ... Che confusione!

REACH / CLP / ADR ... Che confusione!
Fonte articolo: Rivista "Fertilizzanti"
di Fabrizio Sandrini

Facciamo un po' di chiarezza nella giungla della complicata terminologia delle sostanze pericolose.

Molto spesso, spulciando tra le normative, dobbiamo confrontarci con acronimi e termi­ni dei quali non conosciamo nemmeno il significato, ma che risultano fondamentali nella nostra attività. In questo articolo vi forniremo le traduzioni di questi acronimi e di alcuni termini, dando una breve spiegazione dei loro impatti sulla vita delle aziende, al fine di evitare fraintendimenti e consentirvi di districarvi meglio in questa giungla.
Purtroppo tutte queste regole si applicano anche al mondo dei fertilizzanti, che possono essere classificati in maniera differente a secondo della loro composizione chimica e della loro pericolosità intrinseca. Per questi regolamenti, che hanno l'intento di tutelare la salute degli utilizzatori, è fondamentale capire quali materie prime compongono il fertilizzante, al di là dell'analisi sul tenore di azoto o di potassio, fondamentale invece per la disciplina in materia di fertilizzanti.
Quindi un fertilizzante pericoloso per la salute, non dovrà per esempio essere registrato come fitofar­maco, ma al limite andrà registrato al Ministero della Salute come prodotto pericoloso (Registrazione Archivio Preparati Pericolosi). Facciamo un po' di chiarezza.

REACH (Regolamento CE No 1907/2006)

Definizione: Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals
Registrazione, Valutazione e Autorizzazione dei prodotti Chimici.

Descrizione e scopo: Il REACH è un sistema integra­to di registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche che mira ad assicurare un maggiore livello di protezione della salute umana e dell'ambien­te. Circa 30.000 sostanze e prodotti chimici dovranno infatti essere soggetti a un esame sulla loro pericolosità e inseriti in un database comune a tutti gli Stati membri.

Attraverso il REACH sarà possibile ottenere maggiori e più complete informazioni su:

  • le proprietà pericolose dei prodotti manipolati;
  • i rischi connessi all'esposizione;
  • le misure di sicurezza da applicare.

Campo di applicazione: Quindi il REACH si applica a tutte le sostanze chimiche e agli articoli chimici che contengono sostanze chimiche, sia pericolosi che inerti, prodotti o importati nella Comunità Europea. Il REACH è fondamentale anche per le miscele in quanto nella preparazione della miscela si deve tene­re conto della registrazione di ogni singola sostanza contenuta in essa, riportandone le caratteristiche nella relativa Scheda dati sicurezza.

Nel REACH non vi è distinzione nella fase di regi­
strazione tra sostanze pericolose e non pericolose (sono coinvolte entrambe), ma vi sono obblighi diffe­renti per chi tratta sostanze pericolose, rispetto a chí tratta sostanze inerti.
Tra gli obblighi di che tratta sostanze pericolose, vi è l'obbligo di emissione della Scheda dati di sicu­rezza, degli scenari di esposizione... anche nel caso in cui si tratti di miscele o preparati che contengono sostanze pericolose in concentrazioni superiori allo 0,1%.
Per chi invece non tratta sostanze o preparati pericolosi vige solo l'obbligo di informazione verso l'utilizzatore finale (scheda informativa, foglio infor­mativo...).
Secondo il REACH, alcune sostanze chimiche più pericolose devono essere "Autorizzate" per pote­re essere immesse sul mercato e altre sono vietate (attraverso elenchi pubblicati negli allegati REACH).

CLP (Regolamento CE No 1272/2008)

Definizione: Classification, Labelling , Packaging
Classificazione, Etichettatura, Imballaggio

Descrizione e scopo: Il regolamento CLP garantisce che i rischi presentati dalle sostanze chimiche siano chiaramente comunicati ai lavoratori e ai consumato­ri nell'Unione europea attraverso la classificazione e l'etichettatura delle sostanze chimiche.
Prima di immettere sostanze chimiche sul merca­to, gli operatori del settore devono stabilire quali sono i rischi per la salute umana e per l'ambiente che posso­no derivare da sostanze e miscele, classificando queste ultime in linea con i rischi individuati. Inoltre, le sostanze chimiche pericolose devono essere etichet­tate in base a un sistema standardizzato in modo che i lavoratori e i consumatori possano conoscerne gli effetti prima di utilizzarle.

Campo di applicazione: Quindi il CLP si applica a tutte le sostanze chimiche in quanto tali o in quanto elementi di una miscela.
Il CLP definisce i criteri dì classificazione (inerte, pericoloso per la salute, pericoloso per l'ambiente...), stabilendo con criteri oggettivi (limiti di concentrazione delle sostanze nella miscela...) quali prodotti, siano essi costituiti da una unica sostanza, siano composti da più sostanze, debbano essere considerati pericolosi.
l fornitori sono tenuti a etichettare una sostanza o miscela contenuta in un imballaggio ai sensi del rego­lamento CLP prima di immetterla sul mercato quando:

a) una sostanza è classificata come pericolosa;
b) una miscela contiene una o più sostanze classifi­cate come pericolose al di sopra di una determina­ta soglia.

Il CLP prevede che per i prodotti pericolosi compa­iono in etichetta le frasi di pericolo ed i relativi simboli.
Le frasi saranno distinte tra frasi di Pericolo H e frasi di Precauzione P.
I simboli di pericolo (pittogrammi), sono invece di seguito riportati:

Le etichette di pericolo e i rispettivi simboli hanno dimensioni definite a seconda dell'imballaggio.
Simboli e frasi devono essere le stesse che compa­iono nella scheda dati di sicurezza emessa ai sensi del REACH. Non può essere immesso sul mercato un prodotto che riporti indicazioni di pericolo e simboli nella Scheda dati sicurezza (paragrafo 2.3 della scheda), e sull'etichetta riporti simboli e frasi incongruenti. Ciò comporterebbe un errore nella scheda oppure un erro­re nell'etichetta con rischi di sanzioni anche importanti.

Archivio preparati pericolosi (D.Lgs. 14/03/2003 Ministero della Salute)

Descrizione e scopo: Il Decreto Legislativo 14 marzo 2003 n. 65, recepisce le direttive 1999/45/CE e 20001/60/CE relative alla classificazione, all'imballag­gio e all'etichettatura dei preparati pericolosi (Supple­mento ordinario della G.U. n. 87 del 14 aprile 2003). Nell'articolo 15 e all'allegato XI del suddetto decre­to sono indicate le disposizioni riguardanti l'Archivio Preparati Pericolosi. In particolare, l'articolo 15 recita: L'Istituto Superiore di Sanità è l'organismo inca­ricato di ricevere le informazioni relative ai preparati immessi sul mercato e considerati pericolosi per i loro effetti sulla salute o in base ai loro effetti a livello fisico e chimico, compresa la composizione chimica, disciplinati dal presente decreto.
Il responsabile dell'immissione sul mercato deve trasmettere all'Istituto Superiore di Sanità le informa­zioni relative ai preparati pericolosi immessi sul merca­to, compresa la composizione chimica, da utilizza­re esclusivamente a scopi sanitari in vista di misure preventive o curative e da adottare, in particolare, in caso di emergenza.
La registrazione dei prodotti pericolosi è quindi obbligatoria e assolve anche gli obblighi CLP di comu­nicazione dell'immissione sul mercato delle miscele e dei preparati pericolosi.
Per effettuare la registrazione dovrò quindi Classifi­care il prodotto secondo i criteri CLP.
La registrazione sul sito dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità) consentirà quindi di indicare nelle Scheda Dati di Sicurezza i numeri telefonici dei principali centri Antiveleni italiani, i quali, avendo accesso all'archivio dei preparati pericolosi, potranno intervenire nel caso di richiesta da parte degli utilizzatori del prodotto.
La registrazione deve essere fatta on-line diretta­mente sul sito ISS.

ADR (Direttiva 2008/68/GE)

Definizione: Accord Européen relatif au transport inter­national des marchandises dangereuses par Route
Accordo Europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su Strada

Descrizione e scopo: L'ADR è un accordo sottoscritto da oltre 30 Paesi europei (CEE ed Extra CEE), che regolamenta il trasporto di merci pericolose su strada.
L'ADR non si occupa solo di trasporto, ma anche di imballaggio ed etichettatura dei prodotti pericolosi. L'etichettatura ADR si somma a quella del CLP, ma deve essere apposta solo sugli imballaggi esterni (es. sulla scatola che contiene i recipienti e non sui reci­pienti all'interno della scatola).



Riguardo gli imballaggi, l'ADR ne prevede i criteri di omologazione e la marcatura; quando si parla di imballaggio omologato, si intende per il trasporto.
È fondamentale distinguere tra pericolosità per l'utilizzo (CLP) e pericolosità per il trasporto (ADR).
I criteri di classificazione tra le due normative non sempre coincidono, pertanto un prodotto pericoloso per l'utilizzo potrebbe non essere pericoloso per il trasporto o essere classificato in maniera diversa.

Alcuni esempi:

  • Classificazione CLP H318: Prova gravi lesioni oculari - Classificazione ADR: non classificato
  • Classificazione CLP H360: Può nuocere al feto - Classificazione ADR: non classificato
  • Classificazione CLP H302: Nocivo se ingerito - Classificazione ADR: non classificato
  • Classificazione CLP H400: Molto tossico per gli organismi acquatici - Classificazione ADR: UN 3077 o UN 3082, classe 9
  • Zolfo: classificazione ADR: UN 1350 classe 4.1 - Classificazione CLP: H315 Provoca irritazione cutanea

Anche la classificazione ADR deve essere riporta­ta nelle Schede dati sicurezza al punto 14, ma molto spesso vi sono difficoltà nel definirla in quanto i criteri sono differenti e solitamente meno restrittivi rispetto al CLP.

Nella speranza di avere fugato qualche dubbio normativa sull'utilizzo e il trasporto dei prodotto chimi­ci, vi confermiamo che la giungla è sempre più fitta, ma che esistono gli strumenti e gli esploratori adatti ad attraversala rimanendo indenni!

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