APHIDIUS COLEMANI

Aphidius colemani, originario delle regioni Centro Asiatiche e mediterranee, è un Imenottero Braconide in grado di parassitizzare con grande efficacia alcune specie di afidi.
Il suo impiego riguarda essenzialmente la lotta contro Aphis gossypii e Myzus persicae mentre è praticamente trascurabile il suo effetto contro altre specie (es. Macrosiphum euphorbiae, Aulacorthum solani).
L'adulto ha il corpo nerastro e affusolato, lunghe antenne e misura poco meno di 2 mm.
Si tratta di un parassitoide endofago e solitario; infatti la femmina ricurvando l'addome in modo caratteristico, depone un solo uovo all'interno dell'afide, il cui corpo, dopo poco si gonfia, trasformandosi lentamente in una "mummia" dal tipico colore marrone-chiaro e di consistenza cartacea.
Il ciclo biologico a 20°C si svolge nell'arco di 2 settimane durante le quali la larva del parassitoide svuota completamente il corpo dell'ospite da cui l'adulto in seguito sfarfalla praticando un caratteristico foro circolare.
La longevità dell'adulto non supera i 5-8 giorni durante i quali possono essere parassitizzati fino ad oltre 400 afidi.
Temperature comprese tra 16 e 22°C costituiscono l'optimum per questa specie mentre se il livello termico è costantemente al di sopra dei 28-30°C l'attività decresce.
Le femmine frequentano i siti di insediamento degli afidi, attratte anche dai tessuti della pianta, per cui la capacità di ricerca è elevatissima anche con infestazioni molto basse.
Questo rende disponibile interventi precocissimi cosi'da bloccare sul nascere lo sviluppo delle infestazioni (particolarmente di A. gossypii).
COME SI IMPIEGA
Considerando la ridotta longevità dell'adulto e la scalarità della comparsa degli afidi, è necessario programmare una serie di 4-6 lanci a cadenza settimanale per garantire un'attività continua di parassitizzazione.
A. colemani viene distribuito in flaconi che contengono generalmente una parte di adulti che si disperdono con facilità ed una parte di mummie che devono essere distribuite sulla vegetazione, in modo particolare attorno ai primissimi focolai di infestazione.
Sono consigliati lanci, ciascuno da 0,5-1 individui/m2, da ripetere 4-6 volte tenendo conto dello sviluppo dell'infestazione.