DIGLYPHUS ISAEA

Diglyphus isaea è un imenottero parassitoide di ditteri minatori fogliari della famiglia degli Agromizidi: infatti è efficace contro Liriomyza trifolii, Lyriomiza bryoniae e Liriomyza huidobrensis.
L'adulto di colore nero, con riflesso verde metallico, misura 1,5-2 mm; le femmine, esplorando la superficie delle foglie, ricercano le larve minatrici che, paralizzate con un colpo di ovipositore, costituiscono poi il cibo per lo sviluppo delle larve di Diglyphus che se ne nutrono divorandole dall'esterno (comportamento ectoparassita). Queste, a maturità, costruiscono una camera pupale nella mina ed, al termine della metamorfosi un nuovo adulto fuoriesce dalla foglia praticando un foro circolare nell'epidermide.
D. isaea, a volte, colpisce e uccide larve di Liriomyza senza deporre uova.
Ogni femmina è in grado di deporre da 60 a 100 uova.
Questo imenottero è uno degli ausiliari piu' efficienti e di facile impiego, sia in serra sia in pieno campo, in particolare su pomodoro, melanzana, lattuga, sedano, piante ornamentali e altre colture. Il suo insediamento nelle colture è rapido e notevole è la sua capacità di adattamento anche in condizioni ambientali difficili. E' caratterizzato da una elevata capacità di ricerca dell'ospite e da una intensa attività di predazione diretta da parte delle femmine (host-feeding) che causa un ulteriore mortalità nelle popolazioni di larve minatrici.
COME SI IMPIEGA
La commercializzazione del parassitoide avviene allo stato di adulto in flaconcini contenenti 50,100 o più esemplari.
Il lancio di D. isaea deve essere eseguito quando viene rilevata sulla coltura la presenza delle prime mine o di adulti di Liriomyza. Anche questi ultimi possono essere catturati con le trappole gialle come gli aleurodidi.
L'introduzione del parassitoide può essere fatta già in vivaio, quando tra l'altro, i fillominatori sono più dannosi con 1-2 adulti/m2.
In serra, di solito, viene lanciato almeno 1 adulto ogni 10 m2; in seguito si possono programmare ulteriori introduzioni in base all'andamento dell'infestazione e alla coltura sulla quale si opera fino anche a 1 individuo ogni 2 m2.
Fare attenzione alle reinfestazioni dalle colture limitrofe e agli abbassamenti di temperatura che provocano un potenziale rientro degli adulti di Liriomyza in serra.
E' necessario porre estrema attenzione ai residui di trattamenti antiparassitari eseguiti prima del lancio. Numerosi principi attivi, infatti, manifestano per lungo tempo un'azione tossica nei confronti di D. isaea, indipendentemente dal tempo di carenza. tra questi troviamo il methamidophos, i piretroidi di sintesi, l'endosulfan e il dimetoato.
La difesa contro le crittogame (o altri eventuali fitofagi) deve essere eseguita utilizzando principi attivi selettivi nei confronti del parassitoide.