ENCARSIA FORMOSA

Encarsia formosa è un imenottero Afelinide, parassitoide di stadi giovanili degli aleurodidi in particolare di Trialeurodes vaporariorum. Anche l'altro comune aleurodide (Bemisia spp.) viene attaccato, pur con minore specificità.
La femmina adulta misura circa 0,6 mm, ha capo bruno, torace nero e addome giallo brillante. Senza necessità di accoppiamento depone il proprio uovo all'interno degli stadi giovanili di aleurodide, in particolare nelle neanidi di III e IV età. Dopo circa 10-15 giorni dalla ovideposizione il pupario assume una colorazione nera che testimonia l'avvenuta parassitizzazione (la colorazione è invece bruno-nocciola nel caso si tratti di Bemisia spp.). L'adulto di Encarsia sfarfalla dopo 20-30 giorni dall'ovideposizione. Ogni femmina può parassitare fino ad un centinaio di aleurodidi e vivere fino a 27 giorni a 18°C, a 3-5 giorni a 30°C. La sua attività è molto rallentata quando la temperatura si abbassa al di sotto dei 15° C, durante le ore notturne.
Questo ausiliare è estremamente efficace nella ricerca dei suoi ospiti. Anche l'attività di 'host feeding' ha grande significato ai fini del controllo biologico, molte neanidi infatti vengono uccise dalle femmine, al solo scopo di ricavarne nutrimento.
COME SI IMPIEGA
L'Encarsia formosa viene allevata sul suo ospite naturale T. vaporariorum a sua volta allevato su piante di tabacco, il parassitoide viene commercializzato allo stato di pupa, contenuta nel pupario dell'aleurodide, incollati a cartoncini.
L'introduzione in serra di E. formosa deve essere eseguita appena viene rilevata sulla coltura la presenza di adulti o neanidi di aleurodide. Per verificare l'inizio della nfestazione di T. vaporariorum si possono usare subito dopo il trapianto trappole gialle. Esse vanno appese circa 20 cm. sopra le piante.
L'entità del lancio può variare notevolmente in base ad alcuni fattori:
1) L'attacco di aleurodidi sulla coltura (numero medio di adulti/piante, focolai di infestazione). E' necessario per avere buoni risultati lanciare il parassitoide quando l'infestazione è in media meno di 1 adulto/pianta.
2) La coltura da difendere. T. vaporariorum si riproduce più velocemente su alcune piante (in ordine decrescente): melanzana, gerbera, cetriolo, pomodoro, peperone. In base a ciò, si deve fissare la cadenza e il numero di lanci, nonché il numero di pupari/m2 per lancio.
3) La temperatura minima durante la notte. Se, infatti, la temperatura si abbassa al di sotto dei 15°C, l'attività di E. formosa viene notevolmente rallentata.
E' consigliabile in periodi con basse temperature utilizzare anche altre tecniche di difesa. Anche l'intervallo tra un lancio e l'altro può variare da 1 a 2 settimane in base alla temperatura: con temperature massime che non superano i 20-25°C (è preferibile usare un intervallo quindicinale, ridotto a una settimana con temperature più elevate).
Nel nord Italia gli attacchi di aleurodide sono, di solito, meno problematici per cui è spesso sufficiente un minor numero di pupari/m2 e di lanci rispetto all'Italia meridionale.
Il lancio deve essere eseguito aprendo le confezioni solo all'interno della serra e distribuendo i cartellini in modo regolare su tutta la superficie, incrementando la densità degli eventuali focolai di infestazione.
Dopo 2 settimane dal primo lancio, verificare la parassitizzazione mediante il conteggio dei pupari neri. Per controllare lo sfarfallamento degli adulti di Encarsia, staccare una foglia e mettere contro luce il pupario: se si nota un foro circolare lo sfarfallamento è già avvenuto, se invece il pupario è intatto è necessario attendere ancora qualche giorno.
Fare molta attenzione nel defogliare le piante (pratica molto comune nell'Italia meridionale) prima che gli adulti siano sfarfallati.
I lanci possono essere interrotti quando si raggiunge una percentuale di parassitizzazione del 70-80% (a seconda dell'infestazione) tale da assicurare un buon controllo biologico.
E' necessario porre estrema attenzione agli eventuali residui di trattamenti antiparassitari eseguiti prima dei lanci. Numerosi principi attivi manifestano per lungo tempo un'azione tossica nei confronti di E. formosa indipendentemente dal tempo dicarenza. Tra questi troviamo, ad esempio, i piretroidi di sintesi, endosulfan o dimetoato.
Quasi tutti gli insetticidi sono tossici per l'adulto di E. formosa; più protetto è lo stadio di pupa all'interno del pupario parassitizzato.
I principi attivi persistenti possono però uccidere gli adulti man mano che sfarfallano.
La difesa contro le crittogame (o eventuali altri fitofagi) deve essere eseguita utilizzando i principi attivi selettivi nei confronti del parassitoide. In ogni caso prima di effettuare un trattamento controllare le tabelle di selettività o chiedere informazioni ai tecnici.