PHYTOSEIULUS PERSIMILIS

Phytoseiulus persimilis è un Acaro della famiglia dei Fitoseidi utilizzato per il controllo biologico di Tetranychus urticae, il ragnetto rosso delle serre.
L'elevata efficacia e l'affidabilità di questo predatore lo rendono utilizzabile su molte colture anche in diverse situazioni ambientali; è infatti l'ausiliare più usato sulle piante orto-floricole in tutto il mondo.
L'adulto è di colore arancione-brillante, estremamente mobile, appena più grande del ragnetto rosso e con il corpo a forma di pera.
Gli stadi di sviluppo sono gli stessi della sua preda: uovo, larva (riconoscibile perché ha solo 6 zampe), protoninfa, deutoninfa e adulto.
Le uova di P. persimilis sono di colore rosa-arancio e di misura doppia rispetto a quelle biancastre traslucide di T. urticae. Di solito sono deposte in vicinanza delle colonie del fitofago. Una deutoninfa di P. persimilis preda in totale almeno 6 uova o altrettanti stadi giovanili di T. urticae, mentre un adulto si nutre di circa 7 femmine adulte di ragnetto rosso al giorno. Lo sviluppo pre-immaginale di P. persimilis è più rapido di T. urticae: a 20°C si compie in soli 9,1 giorni rispetto ai 16,6 necessari al fitofago. La popolazione del fitoseide può aumentare quindi molto più rapidamente.
COME SI IMPIEGA
Phytoseiulus persimilis viene commercializzato in flaconi contenenti gli stadi mobili, soprattutto adulti, mescolati a materiale disperdente (vermiculite inumidita). Il lancio di P. persimilis deve essere eseguito quando viene rilevata sulla coltura la presenza di ragnetto rosso. Il quantitativo può variare a seconda di alcuni parametri quali:
1) L'attacco di T. urticae: numero medio di acari/foglia, numero dei focolai di infestazione e loro entità. A seconda della coltura e del periodo vegetativo, è opportuno che il rapporto preda : predatore lanciato si collochi tra 15:1 e 30:1.
2) Sensibilità della coltura all'attacco di T. urticae (ad esempio il cetriolo è più danneggiato della fragola dallo stesso numero di ragnetti/foglia).
3) Temperatura: le temperature elevate e il clima secco favoriscono molto l'infestazione di T. urticae per cui, in estate, è necessario intervenire con una maggiore quantità di predatori e a livelli di infestazione molto bassi.
4) Stadio vegetativo della coltura: se le piante non si toccano lungo la fila o tra le file è necessario procedere ad una accurata distribuzione su tutte le piante.
L'introduzione di P. persimilis deve essere comunque eseguita in modo da lanciare uniformemente i predatori su tutta la superficie.
Mantenere le bottiglie, che contengono i Fitoseidi, in posizione orizzontale: ruotare dolcemente il barattolo prima di aprirlo per rendere omogenea la densità dei predatori all'interno del contenitore; fare attenzione che i fitoseidi non si concentrino alla sommità dei flaconi. Bisogna porre estrema attenzione all'uniformità di distribuzione: potrebbero infatti rimanere dei focolai di infestazione senza fitoseidi (soprattutto in areali meridionali); per questo motivo è buona regola dopo qualche giorno dal lancio controllare nei punti più infestati la presenza di P. persimilis. Nel caso che su alcune piante infestate non si trovino predatori è possibile spostare foglie con predatori da una parte all'altra della serra o rilanciare nuovamente. Per valutare l'efficacia delle colonie di T. urticae e in seguito (1-2 settimane) che il rapporto preda:predatore non superi il valore di 20-30:21.
E' necessario porre estrema attenzione anche a residui di trattamenti antiparassitari eseguiti prima del lancio. Numerosi principi attivi, infatti, manifestano per lungo tempo un'azione tossica nei confronti di P. persimilis, indipendentemente dal tempo di carenza. Tra questi troviamo, ad esempio, i piretroidi di sintesi, l'endosulfan o il dimetoato, tutti con 1-2 mesi di tossicità residuale (consultare le tabelle di selettività). La difesa contro le crittogame (o altri eventuali fitofagi) deve essere eseguita utilizzando principi attivi selettivi nei confronti del predatore. Molti fungicidi rientrano tra questi, in particolare lo zolfo e i prodotti a base di rame; tra quelli tossici per il fitoseide si possono segnalare benomyl, carbendazim, bupirimate, pyrazophos, il thiophanate-methyl e metalaxyl. In caso di dubbio controllare le tabelle di selettività o chiedere informazioni ai tecnici.
COME SI CONSERVA
La distribuzione dei fitoseidi deve essere eseguita non appena si è ricevuto il materiale; se il lancio deve essere ritardato di qualche ora conservare i predatori a temperatura di 8-10°C, per un massimo di 24 ore. Oltre a questo limite non viene più garantito il numero di individui vivi presenti in ogni confezione.
Non esporre per nessuna ragione il materiale biologico alla luce diretta del sole o a temperature vicino allo zero.