MACROLOPHUS CALIGINOSUS

Macrolophus caliginosus è un Miride predatore che attacca in modo particolare gli Aleurodidi o "Mosche Bianche", nutrendosi a spese di tutti gli stadi (uovo, neanide, adulto) delle diverse specie che interessano le colture orticole (Trialeurodes vaporariorum, Bemisia spp.).
L'adulto, che ha movimenti molto rapidi, è di colore verde e misura in media poco più di 3 mm; la forma del corpo è slanciata, gli occhi sono di color rosso cupo mentre il primo segmento delle antenne è nero.
Il comportamento di questa specie è caratterizzato da uno stretto legame con la pianta sulla quale si svolge l'attività di predazione.
La linfa viene utilizzata occasionalmente come fonte di cibo e acqua; il tessuto fogliare ospita le uova che sono inserite in profondità; in entrambi i casi non viene provocato alcun danno alla pianta.
E' un insetto comune nel Bacino mediterraneo e lo si ritrova frequentemente nei diversi areali; in particolare nelle regioni meridionali rimane attivo per gran parte dell'anno, senza entrare in diapausa durante l'inverno.
E' rustico, adattabile, resistente alla scarsità di cibo ed a condizioni sfavorevoli. Macrolophus caliginosus è in grado di sfruttare anche altre fonti di cibo come afidi, acari, larve di agromizidi ed uova di lepidotteri tutte di grande importanza per un buon insediamento sulla coltura anche in assenza di mosca bianca.
Il ciclo biologico presenta 5 stadi giovanili tutti attivi predatori; gli adulti, ancora più voraci, si accoppiano dopo pochi giorni.
La durata dello sviluppo giovanile è influenzata, oltre che dalla temperatura, anche dal vegetale ospite e dalla qualità della preda.
Alcune caratteristiche da tenere in considerazione sono: a 25°C (temperatura ottimale per la specie) occorre circa un mese per avere una generazione (uovo - adulto); la femmina arriva a deporre fino a 250 uova e la sua longevità si aggira sui 40 giorni.
Lo sviluppo degli stadi giovanili rallenta alle basse temperature cosi' come il periodo di incubazione delle uova (es. 15°C oltre 35 giorni) per cui il ciclo può protrarsi per oltre due mesi. In ogni caso il predatore rimane attivo, seppure in misura ridotta, anche con temperature attorni ai 10°C.
COME SI IMPIEGA
Il lancio deve essere eseguito molto precocemente (anche a poche settimane dal trapianto) con una bassa presenza di aleurodidi, in modo da anticipare il suo insediamento stabile nella coltura. Per questo scopo, lanci multipli con piccole quantità a partire dall'inizio della coltivazione sono i più indicati.
Il predatore trova le migliori condizioni di impiego nei cicli di coltivazione medio-lunghi.
Il contenuto dei flaconi (adulti e neanidi immersi in vermiculite) deve essere distribuito con cura soprattutto nei pressi dei focolai di infestazione.
Si impiegano 1-3 individui/m2, meglio se ripartiti in 2-3 lanci, tenendo conto dell'infestazione e dell'andamento climatico.
COME SI CONSERVA
E' importante eseguire il lancio non oltre le 24 ore dopo l'arrivo garantendo una temperatura di 6-8°C. Non esporre i contenitori alla luce diretta del sole.