SABBIA DI QUARZO

Sabbia bianca derivante dalla disgregazione del minerale tectosilicato quarzo e quindi composta da silice cristallina. La definizione “cristallina” sta a sottolineare l’orientamento delle molecole di biossido di silicio secondo un modello fisso, al contrario di quanto avviene quando l’organizzazione molecolare è casuale, stato che si identifica come “amorfo”. La sabbia di quarzo figura tra le polveri chimicamente inerti usate sin dall’antichità per proteggere le granaglie immagazzinate. E’ un tipo di roccia sedimentaria, incoerente, a elementi medi o fini, derivata dall’alterazione di altre rocce, per lo più granitiche o scistoso-cristalline. La loro composizione è assai variabile, prevalgono in esse i minerali più resistenti quali: quarzo, feldspati e miche.

REGISTRAZIONE

La sabbia di quarzo è stata iscritta nel Regolamento di esecuzione UE n. 540/2011 (direttiva 2008/127/CE).

TOSSICITA' E SELETTIVITA'

Le polveri minerali, in genere, esercitano un effetto negativo sulle piccole specie saltatrici (ad esempio collemboli). L'esposizione dell'uomo a silice cristallina, quale il quarzo, può causare la silicosi. Non determina fenomeni di fitotossicità grazie alla natura inerte del quarzo.

Spettro d'attività: insetti, soprattutto blatte, larve neosgusciate, cocciniglie.Utilizzazione in agricoltura biologica: repellente.

Non esplica una vera attività insetticida, ma un’azione fisico-meccanica di disturbo, danneggiando l’apparato boccale degli insetti e provocando l’abrasione della cuticola degli stessi, soprattutto a livello delle membrane intersegmentali. Presumibilmente, sono i cristalli di quarzo ad influire negativamente sulle attività dei fitofagi. L’intensità dell’azione appare legata al tenore di umidità della polvere, alla finezza e alla durezza dei granuli, all’umidità dell’aria e alla temperatura.