ZOLFO CALCICO O POLISOLFURO DI CALCIO

PRINCIPIO ATTIVO

Zolfo in forme diverse prevalentemente pentasolfuro e tiosolfito di calcio ed in minor misura solfiti, solfati, monosolfuri, bi-tri-tetrasolfuri, tiosolfati, ecc.

NOTIZIE GENERALI

Prodotto inorganico a base di zolfo, appartenente alla prima generazione di insetticidi. E' caratterizzato, oltre che da un'attività insetticida, specie a carico delle cocciniglie, anche da un'azione anticrittogamica, dovuta alla liberazione di zolfo elementare. Il suo impiego risale alla fine del 1800, in California, contro la Cocciniglia di S. Josè. Il polisolfuro di calcio viene oggi prodotto industrialmente facendo reagire solfuro di calcio con zolfo; in passato veniva anche preparato direttamente in azienda, utilizzando i componenti alle seguenti dosi: calce viva 10 Kg, zolfo 20 Kg, acqua 100 l. Al gruppo dei polisolfuri appartengono anche il polisolfuro di bario e di sodio, attualmente non contemplati nel regolamento di produzione biologica. Non possiede proprietà endoterapiche, ma solo di contatto. L'attività biologica del polisolfuro è limitatamente influenzata dalla temperatura e dall'umidità relativa. L'efficacia dei preparati è legata alla percentuale di polisolfuri che si liberano, una volta disciolti in acqua. Le formulazioni liquide risultano le più efficaci in quanto la solubilizzazione dei polisolfuri in acqua non è molto veloce. Il polisofuro di calcio, grazie alla minore aggressività nei confronti delle piante, permette di effettuare trattamenti quando il rame non può essere somministrato, a causa dei rischi di fitotossicità e rugginosità. E' più caustico, comunque, rispetto al polisolfuro di bario, pertanto deve essere usato con precauzione per trattamenti su specie (es. pesco) e cultivar sensibili, sulle quali può arrecare ustioni ai rametti e accecamenti di gemme. Una polverizzazione a gocce molto fini limita i rischi di fitotossicità.

REGISTRAZIONE

In Italia, attualmente, risulta autorizzato un solo prodotto fitosanitario a base di polisolfuro di calcio. Questa sostanza attiva è stata inclusa nel Regolamento di esecuzione UE n. 540/2011 (Direttiva 2011/43/UE della Commissione che ha modificato la Decisione 2008/941/CE della Commissione) e possono essere autorizzati solo gli usi come fungicida.

FITOTOSSICITA' E SELETTIVITA'

Risulta leggermente tossico per l'uomo (irritante per inalazione e per contatto con gli occhi e con la pelle), gli animali domestici, i pesci e il bestiame; deve, pertanto, essere usato con precauzione. I polisolfuri si sono rivelati dannosi per gli acari predatori e per alcuni Imenotteri parassiti, gli Afelinidi Aphytis mytilaspidis ed Aphytis lignanensis, mentre sono innocui nei confronti dei Coleotteri Coccinellidi (Cryptolaemus montrouzieri, Rodolia cardinalis, Stethorus picipes) e dei Neurotteri Crisopidi (Crysopa carnea). In natura, si degrada a elementi praticamente innocui come zolfo e calcio per cui l'impatto ambientale è limitato. Classe Tossicologica: Xi (Irritante), XiN (Irritante-Pericoloso per l'ambiente). Fenomeni di fitotossicità possono manifestarsi in condizioni caratterizzate da temperature elevate o repentine gelate dopo l'irrorazione e soprattutto quando i polisolfuri vengono distribuiti sotto forma di gocce di elevate dimensioni.

Spettro d'attività: Monilia spp e gli agenti causali della ticchiolatura, della bolla e dell'oidio.Intervallo di sicurezza: 30 giorni.Settore d'impiego: melo, pero, albicocco, ciliegio, pesco, susino, vite. Altri impieghi: applicazione in vivaio sui fruttiferi.Compatibilità: i trattamenti con polisolfuri devono essere distanziati di almeno 15 giorni da eventuali interventi con oli minerali. Il Polisolfuro di calcio, a causa della sua alcalinità, non è generalmente miscibile con altri prodotti. Inoltre, è molto corrosivo per le attrezzature impiegate per i trattamenti (parti metalliche e gomme), che devono essere perciò ben lavate dopo l'impiego.Utilizzazione in agricoltura biologica: fungicida, insetticida, acaricida.

Come insetticida agisce per contatto e asfissia con azione caustica sui tegumenti degli insetti; interferisce sulla respirazione mediante l'occlusione degli spiracoli tracheali. È anche in grado di sciogliere, in parte, le componenti dello scudetto delle cocciniglie. Come fungicidi, le poltiglie solfoalciche posseggono un’attività "estintiva" fintanto che persiste in essa il polisolfuro di calcio che è dotato di tale modalità di azione; essa viene poi sostituita da un’attività protettiva esercitata dallo zolfo che si libera progressivamente in forma di precipitato di estrema finezza.

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